Gatti

Averli ospiti in giardino

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Da quando ci siamo trasferiti in campagna insieme al nostro primo cane Rocky abbiamo accolto un piccolo gatto trovatello, detto poi Grigione; da subito Rocky e Grigione divennero inseparabili e dormivano nella stessa cuccia. I gattini sono molto bravi a conquistare un cane che vive da solo perché il primo ha bisogno di protezione e di calore (sono molto apprezzati i cani a pelo lungo) ed il secondo, il cane, allevia la solitudine. Con la prima femmina di gatto, che ormai non ricordo più come venne da noi visti gli anni che sono passati, iniziò una lunga discendenza di gatti figli di Grigione.

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Quando arrivò Stella, piccola cucciola di cane di un mese, c’erano una decina di gatti più grandi di lei che, rifiutata all’inizio da Rocky, cercava di fare branco con loro ed anche in questo non se la cavava meglio; tuttavia ebbe dai gatti l’imprinting  e, per questo, si muoveva in modo molto felino facendo agguati come una pantera. Divenuta grande, però, Stella cominciò ad uccidere i gatti più giovani – all’inizio senza volontà di ucciderli – e Rocky, facendo branco con lei, iniziò a dare loro la caccia. Diventato l’ambiente inospitale, i gatti più grandi  andarono via.

Quando Stella rimase sola e triste un altro cagnolino abbandonato entrò nella nosta vita e lo chiamammo Aristotele ma, anche in questo caso, i gatti erano banditi dal nostro giardino.

 

Fu quando anche Aristotele rimase solo che accadde qualcosa che non  mi sarei aspettata: un micino urlante arrivò tutto impettito deciso a restare con noi. Cercai di allontanarlo credendo che la madre fosse nei paraggi e sapendo anche  che Ari (cane di taglia grande) ne avrebbe fatto un boccone.  Girovagò tutta la notte ma la mattina arrivò tutto fiero e a testa alta e si avvicinò al cane … io guardai con il fiato sospeso ma accadde l’inimmaginabile: Ari si stese a terra per accogliere il piccolino e dopo neanche mezz’ora lo … “allattava”.

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La foto che ho aggiunto mostra Ari insieme a Mimì il primo giorno che si sono incontrati.

Poi anche Mimì è rimasto solo ed è stato con noi qualche anno. Nel momento in cui è morto Mimì ho pensato che avevo finito con cani e gatti, però avevo lasciato fuori la ciotola dei croccanti e non mi decidevo a toglierla.

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Quando una mattina ho guardato dietro il vetro della finestra del soggiorno ed ho visto un bel gatto peloso che guardava dentro (la foto è quella del momento in cui sbirciava dentro). Uscita fuori per accoglierlo, subito era fuggito. È tornato il giorno dopo e gli ho mostrato la ciotola con i croccanti che ha mangiato volentieri. I giorni dopo è tornato per mangiare ma non si faceva toccare, però sono riuscita a vedere che era una femmina e per di più incinta.

Mimina, così l’ho chiamata, è rimasta con noi ed è più affettuosa anche se sempre paurosa, ma si fa accarezzare e fa le fusa.

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Dei gattini partoriti  è rimasta una femminuccia, paurosa quanto lei ed ha compiuto un anno da poco. Recentemente non è stata bene e Mimina l’ha accudita come fosse cucciola portandole da mangiare (qui non manca la cacciagione per gatti). Già l’anno scorso, avendo perso tutti i figlioletti – cosa su cui non posso intervenire perchè Mimina vive come un animale forastico e partorisce scavando buche dove collocare i figli – l’anno scorso, appunto, allattò di nuovo la figlia appena svezzata.

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Da poco abbiamo la new entry di Nerone che dall’anno scorso, spasimante fisso di Mimina, gira nei paraggi e con cui sono riuscita a fare amicizia da poco. Nerone è un gatto molto fiero, non ha paura di niente e speriamo infonda un po’ di coraggio alle due femmine paurose.

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Altri gatti sono passati senza fermarsi ma per qualche giorno mi hanno fatto compagnia e quello che voglio dire, con tutta la storia che vi ho raccontato, è che la cosa più bella sono gli incontri, le relazioni, con le persone tanto con gli animali; alla fine non li possediamo ma ci lasciano qualcosa di loro se noi siamo pronti a metterci in gioco. In particolare me lo hanno insegnato i gatti.

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2 thoughts on “Gatti

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