Funere mersit acerbo

Come un vecchio albero senza più frutti né radici: così è chi perde un figlio ed un fratello.

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FUNERE  MERSIT  ACERBO

O tu che dormi là su la fiorita
Collina tòsca, e ti sta il padre a canto;
Non hai tra l’erbe del sepolcro udita
Pur ora una gentil voce di pianto ?

E’ il fanciulletto mio, che a la romita
Tua porta batte: ei che nel grande e santo
Nome te rinnova, anch’ei  la vita
Fugge, o fratel, che a te fu amara tanto.

Ahi no ! giocava per le pinte aiole,
E arriso pur di visïon leggiadre
L’ombra l’avvolse, ed a le fredde e sole

Vostre rive lo spinse. Oh, giù ne l’adre
Sedi accoglilo tu, ché al dolce sole
Ei volge il capo ed a chiamar la madre.

Giosué Carducci
8 Novembre 1870
da Rime Nuove

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