Vorrei essere Jessica Fletcher

E vivere a Cabot Cove

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Non dico proprio che vorrei essere Jessica Fletcher ma, a volte, il suo personaggio e le sue storie mi hanno letteralmente rapita. Per quei pochi che non lo dovessero sapere, in tutto il mondo conosciuto, Jessica è la protagonista della lunga serie televisiva americana “Murder she wrote” in Italia con il titolo “La signora in giallo”.

Sono un’appassionata di letteratura “gialla” dai tempi in cui, durante le scuole medie, mio padre mi dava da leggere i “Gialli Mondadori” (oltre a Tex Willer), quindi non è tutta colpa mia.

Quando mi sono trasferita in campagna l’immedesimazione con Jessica era ancora più facile. Lei abitava a Cabot Cove nel New England – che poi non esiste, ma non fa niente – e, nel tempo libero, stava nella sua linda casetta dove piantava bulbi in giardino e faceva dolci al forno, proprio come una romantica donna inglese. Qui già iniziano le divergenze – circa l’immedesimazione -perché i miei dolci vengono bene a fasi alterne mentre i miei bulbi fanno dispetti e rimangono nascosti sotto terra. È stato, infatti, l’unico bulbo attecchito che occhieggia da qualche giorno, solitario, in un vaso fuori in giardino, a ricordarmi quando appunto venivo rapita dalle scene idilliache nel giardino di Jessica che, leggiadra e senza fatica, piantava i suoi bulbi nel morbido terreno. Ora, i terreni che conosco io sono tutti duri da dissodare, però davvero mi immergevo in un’atmosfera piacevole  come quando lei si recava al porto, che doveva essere sull’Atlantico (ho scoperto, poi, che le scene era girate sul Pacifico), e stava a godersi quella brezza di mare ben più vigorosa di quella che potrei respirare qui sul Tirreno. E poi le sue serate con gli amici cari, il dottore e lo sceriffo, com’erano semplici e familiari …

Forse, quello che oggi mi manca, e che da adolescente e fino ad un certo punto della mia vita ho avuto, è questa capacità di immaginarmi in una situazione, di vivere un sogno; adesso non mi vedo se non nel presente e nella concretezza quotidiana. Sarà l’età, sarà che devo ricominciare a leggere qualche romanzo che mi stacchi dalla realtà o a fare nuovi progetti per i quali non sentirmi in colpa o frustrata se non si realizzano. Sarà che vorrei anch’io la mia Cabot Cove.

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