L’isola, io e la libertà

Era l’estate dei miei quindici anni – finito da poco il quarto ginnasio – e ricordo esattamente quel giorno di agosto in cui ero uscita a cercare gli amici, vestita con l’abito di ispirazione hippy che mi aveva cucito mia madre, una casacchina bianca con dei fiori verdi – verde mela, per l’esattezza – che sembravano ibischi in stile hawaiano. Indossavo dei sandali bianchi e l’abbronzatura, dopo un mese di campeggio al mare, risaltava dandomi di più un aspetto sano e felice. Sana e felice lo ero davvero – ottimista per natura malgrado l’adolescenza – e ricordo quella sensazione di felicità leggera ed il posto esatto dov’ero in quel momento, uno slargo del corso della mia città natale di fronte all’acquedotto medievale. C’era anche la colonna sonora adatta, perfetta, che proveniva da un bar o dalla finestra aperta di una casa: “L’isola di Wight” cantata dal gruppo musicale dei Dik Dik. La canzone era perfetta perché per me, ancora adesso, l’isola è la metafora della libertà e delle possibilità infinite, una grande spiaggia bianca libera e deserta dove scrivere la trama della propria vita più e più volte. In quel momento io mi sentivo semplicemente libera nel presente che vivevo, ignara di ciò che sarei stata ed in parte anche inconsapevole di chi ero, solo contenta di essere viva. Camminavo con un leggero sorriso, soddisfatta del mio caschetto  di capelli tagliati da poco ma già pronti a tornare ad essere riccioli ribelli. 

Non so perché ho questo ricordo di me, ma, quando passo da quelle parti, l’immagine di me, quindicenne felice in un giorno di sole perfetto, ritorna vivida nella mia mente.

L’isola di Wight

Sai cos’è l’isola di Wight
e’ per noi l’isola di chi
ha negli occhi il blu
della gioventù
di chi canta hippy hippy hippy
hippy hippy
hippy hippy

Al mercato un dì
andai così
e curiosare qui e là
e non sapevo cosa fare

Fra divise blu
e giacche lunghe di lamé
ho visto te
miraggio bianco intorno a me

Sai cos’e’ l’isola di Wight
e’ per noi l’isola di chi
ha negli occhi il blu
della gioventù
di chi canta hippy hippy hippy
hippy hippy
hippy hippy

Senza una valigia io e te
siamo partiti un giovedì
nei nostri occhi c’era un sì

Pioggia di farfalle intorno a noi
mi davi la tua gioventù
nessuno mi ha fermato più

Sai cos’è l’isola di Wight
e’ per noi l’isola di chi
ha negli occhi il blu
della gioventù
di chi canta hippy hippy hippy
hippy hippy


Sai cos’e’ l’isola di Wight
e’ per noi l’isola di chi
ha negli occhi il blu
della gioventù
di chi canta hippy hippy hippy …

https://youtu.be/b5nPDBfg3p4

6 commenti

  1. Leggendo il tuo simpatico racconto, ho pensato: “com’ero io in quegli anni?”
    Ti lascio questa immagine, un po sfuocata: pantaloni a zampa d’elefante bicolore (beige chiaro fuori, più scuri sul lato interno), camicia a sfondo scuro con grandi fiori colorati, capelli un po’ lunghi (ma non troppo, i miei non volevano) e forse anche un mini-pull dai colori assurdi.
    Che schifezza!!!
    All’epoca, mi sentivo bellissimo!!!

    Ciao
    Alvaro

    Piace a 1 persona

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