Essere felici

A tutti noi capita di essere più spesso insoddisfatti e scontenti che felici. Io, che da adolescente sono stata ottimista, con il passare degli anni e la vita non sempre semplice anche a causa della salute, ho perso molto del mio buonumore. Essere ottimista e di buonumore non è proprio sinonimo di felicità che è più una condizione esistenziale, ma si riesce a manifestare ottimismo laddove hai operato in te un cambio di paradigma che ti pone in una precisa condizione esistenziale. Sono convinta che gli atti ed i pensieri  virtuosi ti rendano virtuoso, cioè l’agire influenza il modo di essere.  Bisogna circondarsi di bene e di bellezza e perseguire il bene ed il bello (ed il vero) per sperare nella felicità.

Mi sforzo, nella quotidianità, di superare questo stato d’animo negativo anche cercando la bellezza nelle piccole cose quotidiane, come quando scatto fotografie della natura che, con la sua armonia ed i suoi colori, mi trasmette un senso di pace; in qualche modo ogni hobby ed occupazione pratica mi tiene ancorata al presente, al qui ed ora, senza vagare con la mente riandando alle cose passate o al futuro, che di per sé è sconosciuto e provoca incertezza. Cerco di superare i rancori e dimenticare le offese e, anche se non sono capace di perdonare, mi allontano emotivamente dalla situazione che mi ha ferito ( e dalla persona). Il rancore è troppo impegnativo, come la vendetta.

Perché stamattina sto parlando di ciò ed ho scelto questo titolo? Tutto dipende dal video (che riporto in basso e vi invito a scorrerlo!) che mi è capitato di vedere e mi ha dato molto da riflettere; in particolare mi ha ricordato che siamo più propensi a lamentarci di ciò che ci manca che ad apprezzare ciò che abbiamo.  Più di tutto mi ha ricordato che spesso non facciamo fruttare i nostri talenti che, come ci ricorda la parabola evangelica, pochi o tanti che siano devono essere tutti messi a frutto.

Ed essere felici come l’uccelletto dell’omonima poesia di Arturo Graf

Uccelletto

In cima a un’antica pianta
nel rosso ciel del mattino,
un uccelletto piccino
oh, come piccino! canta.
Povera piccola gola,
ha in tutto una nota sola,
e quella ancora imperfetta.

Perché cinguetta? Che cosa
la fa parer sì giulivo?
S’allegra d’esser vivo
in quella luce di rosa!

di Arturo Graf

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