Dopo il diluvio. Minacce.

20180104_183410.jpg

Episodio precedente:

https://nonsolocampagna.wordpress.com/2017/12/26/dopo-il-diluvio-larca-di-noah/

Un brivido attraversò la schiena del professore. Si trattava di uno scherzo? Sembrava improbabile, la persona al telefono sapeva troppe cose. E poi, perché parlava di viaggi nel tempo? Evidentemente, in segreto, qualcuno li aveva già realizzati e non voleva che, con la storia di quegli strani papiri, l’opinione pubblica ne fosse messa al corrente.

“Che cosa faccio adesso?”, si disse ad alta voce, come a volersi dare conforto col suono della voce, illudendosi che qualcun altro fosse con lui in quel pesante silenzio che era sceso nella stanza dopo la telefonata minacciosa. Si scosse da quella situazione di paura paralizzante decidendo di uscire per tornare in ufficio, con il presentimento che qualcosa fosse successo lì. Prese le chiavi della macchina e scese di corsa in strada. “Maledizione!” esclamò vedendo le ruote dell’automobile a terra. “Rebecca!” disse al telefono dopo aver pigiato il tasto della chiamata rapida collegato al numero dell’assistente “Per favore, puoi passare a prendermi? È una cosa urgente!”. “Che cosa succede? Ti sento agitato” disse la donna. “Ho un  brutto presentimento. Torniamo in ufficio. Ti dirò mentre siamo in macchina”. Mentre parlava, si guardava intorno nervoso. Poco distante un’auto a fari spenti, ma con due persone a bordo, lo stava innervosendo. I minuti passavano lentissimi, forse non erano lì per lui o forse le minacce erano un bluff.

Finalmente Rebecca arrivò, lo prese su ed a gran velocità arrivarono in università, mentre Joshua raccontava della telefonata minatoria. Il custode ancora era al suo posto, abituato agli orari dei ricercatori. Sembrava tutto come al solito, arrivati alla porta dello studio, però, videro che appariva socchiusa. Entrarono con cautela e, accesa la luce, si ritrovarono davanti una stanza completamente messa sottosopra. L’armadio dove teneva riposti i rotoli su cui stava lavorando era aperto e si vedeva benissimo che era vuoto! “Hanno rubato i documenti” gridò Rebecca, mentre Josh correva al cassetto sotto al tavolo dove teneva alla rinfusa vecchi documenti che non aveva mai tempo di archiviare. Il cassetto era poco visibile e non risultava manomesso. “Il primo rotolo è qui! Non lo hanno portato via.” disse con sollievo, mentre si accasciava sulla sedia per il calo di adrenalina. “Come facciamo ora? Non sapremo più come va a finire la storia, se qualcuno dei discendenti dell’ingegnere Joshua Mashiak Frank e degli altri della comunità Fraternity che avevano fatto il viaggio nel tempo, era riuscito a tornare indietro …”. ” Ma possiamo comunque fare quel viaggio in Nevada e verificare se sta per nascere il nostro ingegnere” rispose Rebecca, per niente impaurita. “Non so se sia una buona idea” replicò il professore.

All’improvviso lo squillo del telefono dell’ufficio interruppe le loro riflessioni. “Chi è?” quasi urlò nella cornetta del telefono. “Spero che si sia convinto che facciamo sul serio. Non penserà ancora di fare quel viaggio in Nevada! Molta gente si è persa nel deserto. Non vorremmo che succedesse anche a lei ed alla sua assistente …” Click. (Continua)

5 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.