Essere felici

Alcune mie amiche bloggers si stanno interrogando, in questo inizio di febbraio, sulla felicità. Ripropongo questo mio post per contribuire alla riflessione.

Non Solo Campagna - Il blog di Elena

A tutti noi capita di essere più spesso insoddisfatti e scontenti che felici. Io, che da adolescente sono stata ottimista, con il passare degli anni e la vita non sempre semplice anche a causa della salute, ho perso molto del mio buonumore. Essere ottimista e di buonumore non è proprio sinonimo di felicità che è più una condizione esistenziale, ma si riesce a manifestare ottimismo laddove hai operato in te un cambio di paradigma che ti pone in una precisa condizione esistenziale. Sono convinta che gli atti ed i pensieri  virtuosi ti rendano virtuoso, cioè l’agire influenza il modo di essere.  Bisogna circondarsi di bene e di bellezza e perseguire il bene ed il bello (ed il vero) per sperare nella felicità.

Mi sforzo, nella quotidianità, di superare questo stato d’animo negativo anche cercando la bellezza nelle piccole cose quotidiane, come quando scatto fotografie della natura che, con la sua…

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18 commenti

  1. La felicità è un concetto del tutto soggettivo.
    Ieri sera mi trovavo a letto, con la copertina, un libro, la musica ed il gatto sulla pancia.
    Ero sicuramente felice, no?
    Ma se mi fossi messo a pensare ai miei problemi, se mi fossi lasciato prendere dai pensieri? La felicità sarebbe svanita?
    Oppure è felice solo chi non ha né problemi né pensieri? Ma allora nessuno è felice!
    Credo sia impossibile dare una definizione di felicità, ognuno troverà la sua. Magari solo per stabilire di essere infelice.

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  2. Sono d’accordo! Sono stata parecchio infelice in passato, e sto capendo che la felicità non deve dipendere tanto dalle condizioni esterne della vita (per quanto possibile), quanto da una condizione interiore, da ricercare giorno per giorno con impegno. Poi i malumori sono sacrosanti, ma credo che già che bisogna conviverci, tanto vale farlo di buon umore..
    Un metodo importante è quello di focalizzarmi meno su ciò che mi dà problemi e di più su ciò che mi piace, anche solo mentalmente… Anche se non sempre è facile! Ma vale la pena provarci 🙂

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  3. Elenuccia, io sono speudofelice quando osservo le tue immagini o quando vedo la contentezza del cane, di cui mi occupo sultuariamente, mentre giochiamo nel bosco, oppure quando porto un pezzo di torta alla vecchina a cui tengo compagnia ogni tanto. La felicità “di mio” non l’ho mai conosciuta.

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  4. Ecco, io credo di essere proprio l’esatto contrario di te: da adolescente vedevo la vita – tutta la vita – come quell’enorme buco nero di terrore e di orrore in cui vivevo, condizione che ha pesantemente condizionato anche la mia salute (ho un’intera collezione di tumori – quasi tutti benigni, per fortuna, e quello che no beccato in tempo – gastrite ulcera colite spastica fin da giovanissima. Eccetera). Epperò un po’ alla volta il buco nero si è quasi (quasi!) dissolto. Non credo di potermi definire una persona serena, non sono neanche del tutto equilibrata, se vogliamo, ma ho imparato a vedere le cose belle intorno a me. E non sono poche.

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    • Positivo che hai guadagnato la serenità malgrado tutto. Per me da adolescente non c’era niente per cui essere euforici però avevo un’ottima salute ed energia, andavo bene a scuola ed ero apprezzata dagli amici perciò me lo facevo bastare.

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