un caso per tre – un giallo a quattro mani – quattordicesima puntata

Il ritrovamento di oggetti abbandonati permetterà di scoprire qualcosa di più sulla sorte di Albertino? Oppure non hanno nessun collegamento con i fatti criminosi avvenuti in questi, di solito, tranquilli posti di montagna?

Gian Paolo (Newwhitebear) ed io vi accompagniamo verso la soluzione dell’enigma, puntata dopo puntata.

Chi avesse perso le puntate precedenti può trovarle qui 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13

Debora decise, quel sabato mattina, di portare la cagnolina Lina a sgranchire le zampette in una bella camminata al fresco del bosco.

Mentre la bestiola correva annusando felice ogni piccolo anfratto e scavando ogni buca possibile, Debbi meditava sugli aspetti di quel caso ingarbugliato che presentava tre eventi apparentemente indipendenti tra loro. Al momento di concreto c’era la felpa rinvenuta nella camera 216 e le informazioni sugli ospiti della stessa, qualora i dati copiati di nascosto dal registro dei clienti dell’hotel fossero stati veritieri. Decise, sulla scorta di questi pensieri, di chiamare Flora, la vicina di casa e cara amica con la quale aveva condiviso le avventure in cui si era trovata coinvolta.

«Ciao, Flo … »

«Oh, Debbi! Che piacere… Che fai in montagna? Ti diverti?»

«Beh, sì … Ma credo che gli omicidi mi seguano…» Ragguagliò la sua amica sui fatti accaduti, mentre quella la ascoltava, trattenendosi dal fare commenti irriguardosi e scontati, vista la gravità degli eventi in questione.

«Sai … Volevo chiederti un favore … Quella tua cugina vigilessa … Insomma, mi serve sapere se due patenti, di cui sono in possesso degli estremi, siano contraffatte, solo questo; non voglio sapere il nome dei veri proprietari, così da non creare problemi alla tua parente.».

«Debbi, non so … Vedo cosa posso fare.».

Continuando a passeggiare durante la telefonata, Debora andò avanti nel chiacchierare con l’amica, informandosi sulle persone del paese e sugli eventi organizzati per l’estate e a cui sperava di partecipare al ritorno.

«Allora, ci vediamo a fine ferie. Per quella cosa ti faccio sapere.». Le due amiche si accomiatarono con questa promessa.

Intanto, Debora e Lina avevano raggiunto una radura in cui, di recente, qualcuno sembrava si fosse accampato. Il residuo di un piccolo falò e delle tracce di pneumatico attrassero l’attenzione della cagnolina e della sua padrona. Lina scavò nella cenere tirando via un piccolo osso e Debbi fece fatica a toglierglielo. “Chi mai è stato qui? Non si possono accendere i fuochi. Sarà stato un accampamento improvvisato? Sembra che nessuno abbia segnalato quell’auto su cui ho visto salire quella strana coppia e di cui ho preso la targa. Almeno non ho letto niente sulla cronaca locale. Non sono stati fermati al posto di blocco. Forse si sono nascosti qui, in attesa che le acque si calmassero…” Più ci pensava e più la scena nella mente assumeva contorni via via più nitidi.

La piccola Lina s’infilò in un cespuglio e sembrava molto indaffarata intorno a un oggetto, tanto da non ascoltare il richiamo di Debbi, la quale, infine, la afferrò per il collare, tentando di tirarla fuori. La cagnetta non ne voleva sapere e fu recuperata con il manico di uno zaino in bocca. Debbi lo osservò con attenzione. Uno zaino da ragazzo, abbastanza impolverato. Conteneva giochi e una merenda, ora un po’ ammuffita, oltre a una borraccetta.

“Se fosse di Albertino? Devo portarla giù e consegnarla ai carabinieri. Se si tratta di una prova, è una scoperta importante, altrimenti ho ripulito il bosco!” Con questo pensiero tornò in albergo con la cagnolina che non mollava il manico.

Incontrò in giardino Walter e Sofia e mostrò ciò che Lina aveva scovato.

«Ho anche saputo, da Cecilia, che Albertino veniva qui a nuotare in piscina …» Debbi ragguagliò l’amico, che intanto osservava lo zaino con attenzione.

«I nostri cani si sono dati da fare. Guarda cosa ha trovato Puzzone, un telefonino … Penso sia del ragazzino, anche se il giardiniere, Giuseppe, crede sia di Antonio. La batteria è scarica.».

«Non credo sia il caso di provare a guardare cosa ci sia nella Sim, trasferendola su uno dei nostri smartphone, sarebbe violazione della privacy … » Debbi, per questa volta, doveva tenere a bada la sua abituale curiosità, perciò si rivolse con lo sguardo a Walter, come a cercare la sua approvazione. Quest’ultimo concordò.

«Meglio non esagerare. Penso che, a questo punto, dovremmo portare il materiale trovato al comando dei carabinieri, saranno loro a fare gli accertamenti del caso.».

«Sì, meglio.». Si convinse definitivamente Debora.

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10 pensieri riguardo “un caso per tre – un giallo a quattro mani – quattordicesima puntata

  1. L’ha ribloggato su Newwhitebear's Bloge ha commentato:
    ecco la nuova puntata del giallo che appassiona i soliti quattro gatti. Per loro un avviso la quindicesima puntata slitta a data da destinarsi. Quando non lo so. Intanto leggetevi questa nuova appassionante puntata.

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  2. La scrittura di Elena si interfaccia bene con quella di Gian Paolo: ne sta venendo fuori un racconto sfizioso!
    Bravi

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