Morte in rosso – una nuova indagine di Debora Nardi – quarta puntata

Puntate precedenti:1, 2, 3

“Oh! Stavo pensando…” Debbi reagì alla voce della figlia.

“Si vedeva che stavi pensando. A cosa?”

“A una faccenda che mi ha detto Flo. Tu, quanto conosci Carla?”

“Ci siamo perse di vista da quando sono andata all’università, ma ci conosciamo dalle elementari, come ben sai. Perché me lo chiedi?”

“Ora non mi dire che non mi faccio i fatti miei, ma Flo dice che ci sono voci su una relazione con il notaio Zinni. Ne sai qualcosa?”

“Sinceramente ti direi di farti i fatti tuoi, ma stavolta voglio essere misericordiosa nei tuoi confronti. Non ne so niente, ma posso dirti che le sono sempre piaciuti gli uomini più grandi. E con questo non sto avallando le dicerie!” Elisa sperava, con ciò, di mettere a tacere la madre, la quale però non intendeva demordere.

“Ma avrai sentito qualcosa. Qualche amica comune…”

“Mamma! I minuti di indulgenza da parte mia a tua disposizione sono scaduti. Che cosa mangiamo per pranzo?”

“Ah, sì! Viene anche Flo e pensavo di fare la pasta con i broccoli e un rollè di pollo farcito di macinato di salsiccia…” Debora abbandonò suo malgrado l’argomento che le stava a cuore.

“Come fai con così poco tempo?”

“Io faccio magie con la pentola a pressione!” Debbi era già al bancone della cucina a preparare pranzo.

“Chiamami quando è pronto. Vado a studiare.”

Flora arrivò che l’acqua per la pasta già bolliva e aiutò ad apparecchiare.

“Flo, ricordami di darti qualche barattolo di marmellata di more che ho fatto da poco.”

“Li prendo volentieri così preparo delle belle crostate per la colazione.”

“Bene. Ne mangerò volentieri. Allora, butto la pasta.”

Dieci minuti e la pasta era pronta, velocemente consumata da tre bocche affamate. La stessa sorte toccò al resto del pranzo.

“Che bella mangiata! Fortuna che smaltiamo con le camminate. Certo non siamo acrobatiche…” Flo insinuò ingenuamente.

“Cosa mi vuoi dire, zia Flora?” Per Elisa era come una zia, la vicina di casa.

“Pensavo a Carla. Tua madre mi ha detto che è molto brava e mi piacerebbe vederla.”

“Vuoi vedere se riesci a leggere nei suoi occhi la colpa?”

“Ma no! Ma che dici?” Flora stava arrossendo per la sua goffaggine.

“So cosa hai detto a mamma su Carla. Comunque, se la vuoi vedere veramente quando si esercita, stasera mette a punto un esercizio davvero pericoloso. Volete venire tutt’e due?”

Due teste risposero di sì sincronicamente.

“Bene, a stasera! Adesso vado, ché ho da fare. Pranzo buonissimo, ma’.”

Anche Flora si congedò e Debora uscì fuori in giardino. C’era molto da fare e la sera giunse velocemente.

“Mamma, ceniamo presto così usciamo per tempo. Preparo qualcosa io.” Elisa si affacciò dalla cucina per sollecitare la madre a rientrare.

Dopo cena si prepararono con calma e passarono a prendere Flora per recarsi in palestra.

Le luci erano accese parzialmente e regnava il silenzio. Normale, a quell’ora, in palestra, probabilmente c’erano solo Carla e, quasi certamente, l’allenatore. Entrarono nell’area degli allenamenti e videro Carla ai suoi esercizi. Subito la scena apparve anomala agli occhi delle tre donne.

Carla non si muoveva e pareva un burattino rotto. Pendeva dal soffitto, con il lungo tessuto rosso che le stringeva il collo. I piedi non toccavano terra.

“Oddio!” Gridarono all’unisono le tre spettatrici di quella macabra scena.

[Continua]

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