Le feste natalizie, nonno Luigi ed io

Che cosa c’è di magico nelle feste di Natale? Sicuramente l’atmosfera creata dalle mille luminarie, dagli addobbi, dai presepi e alberi di Natale che rischiarano le lunghe notti di questa parte dell’anno. Per i credenti l’attesa del Salvatore. La chiamano “l’atmosfera del Natale”, che pare esista realmente come fenomeno neurocerebrale.

Io penso che, oltre a tutto questo, il Natale è reso bello dal ricordo dei Natali precedenti e di tutte le persone con cui l’abbiamo condiviso e magari non ci sono più. Io ricordo le feste natalizie in compagnia di mio nonno Luigi.

Ripropongo questo post dell’anno scorso: i sentimenti sono gli stessi.

Durante le festività natalizie avevo più tempo da passare con il mio nonno paterno Luigi, di cui ho già raccontato nell’articolo Il giro del barbiere.
Mentre mamma e nonna preparavano i dolci natalizi e tutte le pietanze che avevano bisogno di una lunga preparazione, stavo con il nonno a giocare a carte. Ci nascondevamo dietro la stufa e creavamo come una piccola bisca: un tavolinetto e due sedie dove stavamo ore a giocare come dei carbonari che tramano rivoluzioni. Ma un’altra cosa mi divertiva in quel periodo: il barbiere regalava ai clienti un calendarietto tascabile, un libriccino profumato, con un cordoncino di seta che teneva le pagine insieme. Conteneva delle immagini di pin up degli anni ’50, molto castigate per la verità e, con fare “carbonaro”, nonno me le mostrava, dopo avermi fatto odorare il libriccino, mentre mi diceva: senti, senti … Erano belle signorine, molto eleganti e mi piacevano, ma di più mi piaceva la complicità ed il sotterfugio con cui facevamo questo rituale annuale.

Quando nonna se ne accorgeva borbottava qualcosa tipo: “che gli stai a fa’ vede’ a chessa”, un rimprovero a nonno, ma ci lasciava stare.

Insomma, in questo periodo mi tornano in mente le giornate passate con il nonno tra gli odori della legna, delle bucce di arancia a seccare sulla stufa e dei dolci natalizi della mia terra.

26 commenti

  1. L’unica cosa che ricordo dei miei giorni di Natale infantili sono gli incidenti di mia mamma in cucina, spesso riusciva a tagliarsi un dito col coltello e mio papa la portava al pronto soccorso.

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