Che ti dice la coscienza?(2)

Ripropongo il seguito di ‘Che ti dice la coscienza’. Secondo post.

Per chi non ha fede è più difficile stabilire qual è il bene da perseguire ed il male da evitare, perché prima di tutto c’è da stabilire che cosa siano il bene ed il male, quali valori sono assoluti, validi sempre, in ogni epoca, per ogni uomo. Molti filosofi si sono interrogati su questo con conclusioni anche contrastanti. La disciplina, che si propone di stabilire criteri razionali per esprimere un giudizio di valore riguardo l’agire umano, è l’etica, cioè la filosofia morale.

Il valore morale è il principio ideale in base al quale l’individuo o la collettività regolano la scelta del proprio comportamento.

Valore è il “prezzo” che stabiliamo per le cose mentre per le nostre azioni stabiliamo un valore morale.

Quindi è possibile stabilire che cos’è il valore? Esistono valori che sono assoluti, cioè non derivano dall’accordo tra gli attori sociali?
I filosofi si dividono in due grandi filoni: cognitivismo (etico) e non cognitivismo (etico), lo spartiacque è la “legge di Hume”.

(Continua …)

Annunci

36 pensieri riguardo “Che ti dice la coscienza?(2)

  1. Forse è “difficile stabilire qual è il bene da perseguire ed il male da evitare” per chi non crede nella dignità dell’uomo.
    Il tuo discorso si fa filosofico. Forza! Vai avanti!!

    Piace a 3 people

    1. Ci arriveremo alla dignità dell’uomo. Stay tuned.

      Piace a 1 persona

  2. paroledipolvereblog 16 novembre 2017 — 13:16

    Resto tuned anch’io

    Piace a 1 persona

    1. Bene. Andrò in onda as soon ad possible.

      Mi piace

      1. paroledipolvereblog 16 novembre 2017 — 13:40

        Yes darling😍

        Piace a 1 persona

  3. Per tante persone il bene da perseguire è il proprio, senza fare troppe domande.

    Piace a 3 people

    1. Grosso problema della società attuale: l’individualismo che fa rima con egoismo, il primo dei mali.

      Mi piace

  4. Esiste un unico valore assoluto secondo me: l’uomo non uccide l’uomo. Questo è un valore naturale perchè la natura ha lo scopo di perpetrate se stessa, quindo noi, figli della natura, andiamo contro di essa solo se infangiamo questo suo dettame: distruggiamo abitrariamente quel che natura crea. Per il resto ritenfo tutto il resto frutto di costrutti sociali che nella storia dell’uomo si sono ritenuti necessari per la consentire agli uomoni di vivere in gruppo… norme che iniziarono a cortituirsi quando i nostri antenati compresero che l’uomo in gruppo sopravvive e l’uomo da solo muore sbranato

    Piace a 3 people

    1. Corretto il diritto alla vita ma per preservarlo altri valori sono scesi in campo. Ne parlerò.

      Mi piace

      1. Allora aspettero’ il pezzo 2 😀

        Piace a 1 persona

  5. Io ho un’idea personale secondo cui non serve essere credenti per agire per il bene di tutti. Le religioni si basano per lo più su insegnamenti che sono tratti da interpretazioni di antichi testi. Può capitare che qualcosa venga mal interpretato, o interpretato come fa comodo (a seconda del periodo storico e della cultura). Così può accadere che anche chi ha fede finisca per compiere azioni nefaste. Sul “valore morale” ci devo riflettere. L’argomento è parecchio complesso.

    Piace a 2 people

    1. Infatti la religione dà il conforto che c’è un garante, diciamo così, del bene. Nei prossimi post svilupperò questi concetti.

      Piace a 1 persona

  6. Secondo me, senza fede, è addirittura più facile stabilire cosa sia bene e cosa sia male, proprio perché non ci sono manipolazioni esterne: ti comporti esattamente come il mondo ti costringe a comportarti.

    Piace a 2 people

    1. Proprio lì sta il problema. Quello di cui parli è il sistema di valori condivisi. Ma nell’uomo esiste un sistema interiore che rimanda a principi innati. Su questa base potrebbe accadere che, sebbene il suo gruppo/società abbia un sistema di valori, lui se ne discosti perché ne ravvisa ingiustizie ecc. Anche il contrario. Sono questi ‘devianti’ che operano il cambiamento.

      Mi piace

      1. Molti valori sono fasulli (soprattutto quando hanno un’origin religiosa), perché utilizzati prevalentemente per asservire la massa; a volte è giusto e doveroso deviare dai principi comuni.

        Piace a 1 persona

      2. Le religioni hanno il loro senso sociologico, quando ancora il diritto positivo discendente dal diritto naturale ancora doveva essere elaborato.

        Mi piace

  7. Non saprei.
    Io ho amici atei, ma condividiamo la stessa identica visione di ciò che è bene e ciò che è male.
    Certo, loro non pregano, non santificano le feste… ma non rubano, sono onesti, hanno rispetto, non bestemmiano (quanti credenti lo fanno?), e sono molto più attivi di me nell’aiutare gli altri, per dire.
    Bisognerebbe ragionarci un po’, ecco.

    Piace a 2 people

    1. Il problema non è avere o non avere fede, ma il riconoscere validi certi valori. Sono condivisi. Si parla di legge naturale e di principi innati. La legge naturale è per tutti. Oggi si cerca di scardinare questa base ‘naturale’ rendendo relativi i valori. Il dibattito è molto acceso perché da ciò dipende un sistema sociale diverso, individualista e preda dei propri desideri.

      Piace a 1 persona

  8. Non è la religione che decreta cosa siano bene e male, anche perché la prima è semplicemente un processo cognitivo evolutivo e le seconde sono figlie di comportamenti sociali nati con le prime specie Homo.

    Piace a 1 persona

    1. La religione è necessaria perché i valori non vengano contestati e serve sicuramente a società meno evolute, ma la legge naturale è riconosciuta dal pensiero razionale. I principi innati sono la guida. Chi disconosce ciò mira al relativismo. Questo è il dibattito tra il cognitivismo etico e il non cognitivismo, di natura filosofica. Io, sebbene credente, sono sociologa e ho conseguito il perfezionamento in bioetica. Pertanto la mia riflessione non mira a convincere che solo nella religione si trovano i valori, ma che i valori sono conoscibili con la semplice ragione e riflessione razionale.

      Piace a 2 people

      1. Questo perché sono ‘valori’ marchiati a fuoco nel DNA della specie. Frase orrenda e contestabile ma che forse, mi auguro, sia comprensibile. È stata la necessità a portare comportamenti di scambio; il mio aiutare te anche in momenti difficili serve anche a me quando tu starai di nuovo meglio. Un abbraccio di egoismo e altruismo che ha condotto poi a ciò che chiamiamo etica. La nostra specie ama le storie, raccontarle crearle stravolgerle ed ascoltarle. Questo unito ad altre peculiarità come ad esempio il disegno e lo scopo dietro ogni cosa, ci ha portati a dare vita a religioni e filosofie. Tutto ciò è estremamente affascinante, l’unica specie Homo rimasta la cui caratteristica principale è questa capacità linguistico-cognitiva. Un animale che si interroga su se stesso e lo fa dando vita a mille percorsi di studio. Il mio di percorso avrei voluto fosse linguistico e antropologico, sono affascinata, anzi innamorata, dell’evoluzionismo, dell’antropologia ed anche, secondariamente, della filosofia della scienza, ma ahimè la vita spesso ti preclude certe vie portandoti su altre. Nel mio piccolo sono una divoratrice di testi divulgativi, ma logicamente mi trovo ad un livello mooolto inferiore rispetto al tuo, quindi ti ringrazio per questi scambi.

        Piace a 2 people

      2. Infatti come dici i principi innati sono marchiati nel nostro dna e in parte nascono da esigenze biologiche. L’uomo con il suo comportamento culturale li ha trasformati e resi complessi e ricchi di simbolismo. Tra questi la sopravvivenza di sé e della propria specie sono stati elaborati nelle varie forme di matrimonio e nella cultura del cibo, la cucina. Oppure la difesa personale sfociata nei giochi che sono diventati sport.

        Piace a 2 people

      3. Un processo sempre portato in avanti, attualmente un po’ stagnante per un gruppo di soggetti a causa di uno scorretto uso di internet e dei social. Anziché ulteriori vie di contatto ed approfondimento, vengono usati come mezzo di rimbambimento. Ho alcuni titoli in merito da leggere, al momento sto terminando un titolo del neurobiologico Stefano Mancuso, sulle piante, poi mi aspetta Susan Blackmore con La macchina dei memi. Se hai titoli, anche universitari, da consigliarmi sono tutta orecchi!

        La religione è stata un tassello importante nella nostra storia, in passato molti studiosi erano religiosi e molte scoperte sono state portate in essere da questi. Senza religione non avremmo i meravigliosi affreschi della Cappella Sistina di Michelangelo!

        Piace a 1 persona

      4. Ci penso e te lo segnalo. Sarebbe da partire dai fondamentali per crearsi un sistema concettuale.

        Piace a 1 persona

      5. Fondamentali parli di sociologia?

        Piace a 1 persona

      6. Di quello non ho bisogno delle basi, forse per sociologia giacché ne ho letto di meno. Posso dire di essere a qualche scalino oltre il pianoterra, anche se la scalinata è ancora lunga e non ne raggiungerò mai la cima. Ritengo anzi che non vi sia alcuna cima, l’importante è il procedere. Però ecco, un paio di scalini li ho già fatti. Quindi consiglia pure senza remore! Ciò che non so ancora è tutta conoscenza da imparare! Grazie ancora!

        Piace a 1 persona

      7. Bene. Effettivamente sociologia è stranamente ostica per i non addetti. A volte sembrano osservazioni lapalissiane e “tuttologia”, ma non è così. Io mi sono occupata di sociologia economica, ma, avendo trattato la piccola impresa a carattere familiare, nel tempo ho spostato la mia attenzione sull’istituzione familiare.

        Piace a 1 persona

      8. In fin dei conti la sociologia mira ad interpretare i comportamenti della società umana, questo risponde già al fatto che per chi non vi è addentro pare un ciarlare di cose ovvie. Avevo letto qualcosa sui quattro paradigmi. Poi la fascinazione dell’antropologia si è spostata sul ramo sociale/culturale/evolutivo, soprattutto quest’ultimo. Ci sono così tante discipline che vorrei seguire e approfondire che capita di perdermi un po’ troppo nel cercare di capire quale prediligere!

        Piace a 1 persona

      9. Capisco, è il rischio che si corre quando una materia ci attira. Però ogni disciplina ha il suo perché e va approcciata dal suo punto di vista. La sociologia è descrittiva, per quanto riguarda i valori ne studia genesi ed evoluzione, non esprime giudizi di valore. Di questo si occupa la scienza morale. Dei relativi comportamenti se ne occupa l’etica. L’antropologia filosofica affronta i temi sulla persona, la libertà ecc.

        Piace a 1 persona

      10. Dare giudizi non mi è mai interessato, mi piace correre dietro ai perché che ci circondano. Tutto ciò che filosofeggia, per così dire, sulla scienza è interessante poiché mezzo potenziale per la giusta divulgazione. Di quella non ce n’è mai abbastanza!

        Piace a 1 persona

      11. Ti piace un approccio razionale/conoscitivo. I perché competono alla filosofia, il come alla scienza.

        Piace a 1 persona

      12. Esatto. Adoro il come. Infatti non vedo l’ora di iniziare il libro di Susan Blackmore sulla teoria dei memi per ciò che riguarda la coscienza. Trovo immensamente affascinante ciò che Homo Sapiens è divenuto nel corso del tempo. Quando ero piccola, fantasticavo di essere un alieno giunto in questo strano zoo per studiarne questa strana specie animale che si ritiene in cima ad una scala evolutiva che, in realtà, non esiste. Abbiamo creato discipline per cercare di capire ciò che abbiamo creato noi stessi. Meraviglioso.

        Piace a 1 persona

      13. Oggi si scopre che l’homo sapiens per diverso tempo si è incrociato con altri ominidi ancora non estinti e questi tra di loro. Non si è mai arrivati nelle scoperte. Uno studio interessante di archeologia biologica, attraverso lo studio del dna mitocondriale, ha portato all’individuazione del primo possibile ceppo di femmine del sapiens.

        Piace a 1 persona

      14. Ciò che più amo della scienza: non c’è mai una fine ma un procedere continuo e gli errori sono solo nuove possibilità!
        Mi rattrista, o meglio mi fa arrabbiare, il fatto che la maggior parte degli articoli che tu stessa citi si trovano a fatica in italiano. Per mia fortuna l’inglese lo mastico ancora abbastanza bene, molto ne ho perso non praticandolo più, ma anche quello di tradurre è ginnastica per la mente.

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close