Che ti dice la coscienza? (5)

Caino ed Abele

Ripropongo l’ultimo post della serie ‘Che ti dice la coscienza’. La riflessione proposta è di natura filosofica, non comporta l’adesione ad alcuna fede religiosa.

Buona lettura.

Ultima chiacchierata sulla coscienza morale. Nel precedente articolo la riflessione si è spostata sulla persona umana, unitotalità di corpo e anima, capace di pensiero consapevole, di operare scelte libere orientate dai valori che la capacità di astrazione e concettualizzazione permette di formulare. Ma, si potrebbe obiettare, i valori cambiano con il tempo, nascono dagli accordi tra gli individui. Esistono principi morali validi sempre? Abbiamo accennato che la persona ha dei diritti fondamentali come il diritto alla vita, alla libertà ecc. Dove si originano?

Gli uomini, per la loro appartenenza al mondo biologico, seguono le stesse regole di tutti gli esseri viventi, anche per loro vige la legge naturale. La Natura regola il nascere, vivere, riprodursi e morire di tutti gli esseri viventi i quali hanno come imperativo fondamentale la sopravvivenza di sé e della propria specie, secondo le regole proprie. Anche gli esseri umani non si sottraggono a questa legge per cui la legge della sopravvivenza è un principio che si può definire “innato”. Ma gli esseri umani, con la loro componente spirituale da cui deriva l’intelligenza riflessiva, filtrano tutto attraverso un processo simbolico/culturale. Insieme ai principi di derivazione “biologica”, sono propri della persona la ricerca di Dio, cioè l’apertura alla trascendenza e all’infinito, della felicità, della verità, del bene e del bello. L’intelligenza conosce il bene, la volontà lo persegue liberamente. Alcuni esempi di come gli esseri umani hanno filtrato i bisogni naturali attraverso la cultura possono essere l’arte culinaria e l’istituzione del matrimonio, cioè il bisogno di sopravvivere e riprodursi, caricati di significati simbolici.

La libertà, che deriva dall’autocoscienza, fa sì che per l’uomo valga la legge morale naturale. Le scelte morali sono scelte libere. Alla valutazione degli atti morali presiede la coscienza, norma prossima all’azione. La coscienza morale è un giudizio della ragione mediante il quale la persona umana riconosce la qualità morale di un atto concreto che sta per porre, sta compiendo o ha compiuto. In tutto quello che dice e fa, l’uomo ha il dovere di seguire fedelmente ciò che sa essere giusto e retto. Quindi, anche se l’uomo è libero di scegliere cosa fare, sente il dovere morale di orientarsi al bene, perché il primo principio morale è: evita il male, fa il bene. Quindi si passa dall’essere al dover essere. Siamo poi così liberi di fare ciò che ci pare ed essere anche ciò che non siamo o c’è una verità ontologica che ci vincola? Qui si apre un nuovo scenario per la nostra riflessione, ma credo che la mia chiacchierata sulla coscienza si possa concludere qui. È chiaro che si è trattato di un parlare fra amici. Il dibattito è aperto fra posizioni filosofiche contrastanti che giungono a conclusioni contrapposte. Quella che vi ho esposto è quella per me più convincente, dato che aderisco (e pratico) al Personalismo ontologicamente fondato.

Solo un ultimo esempio per concludere.


La coscienza è il nostro navigatore satellitare, ci serve per orientarci nel nostro cammino, ma deve avere le carte sempre aggiornate, altrimenti il rischio è di sbagliare la meta del viaggio o, peggio ancora, di romperci la testa contro un muro.

P.S.: Forse farò un’appendice sui “personalismi” cioè sul quesito “Chi è persona? Quando si è persona?”, perché non c’è niente di scontato.

 

 

18 commenti

  1. Io ritengo che l’uomo moderno non abbia capito bene tante cose. Ad esempio “la ricerca di Dio” di qualcosa di superiore ma simile a lui che detta regole e stili di vita. Una sorta di genitore celeste a cui si attribuisce la creazione culminata nel capolavoro uomo. Ma perché l’uomo ha avuto bisogno di creare un Dio celeste mentre gli sarebbe bastato guardarsi intorno per capire di essere esattamente come tutti gli altri animali,cioè figlio della Terra,generato dagli stessi batteri come tutti gli altri? Non c’è niente di divino nell’uomo,anzi: io la bellezza di Madre Natura la vedo nelle piante e negli animali. Nell’uomo vedo solamente un essere presuntuoso e arrogante che,come una cellula cancerosa,ha occupato,inquinato e ucciso intere e vaste porzioni di terra soffocandola con il suo cemento,inquinando l’aria con i suoi fumi nocivi,l’acqua con i suoi scarichi velenosi. Coscienza? Sta dimostrando di esserne privo. C’era bisogno di tutto questo? Addirittura adesso dei robot? Ci sono popolazioni di Indios,in Amazzonia,che vivono esattamente come una volta,in capanne nelle foreste. Primitivi? Se stai un po’ con loro capisci che loro sono felici. Li guardi in faccia e vedi volti sereni. Guardi in faccia una qualsiasi persona per strada una mattina qualsiasi e vedi tensione,depressione,stress,ansia….Il dovere morale? Lo hanno perso il giorno in cui si sono creduti superiori agli altri animali e creati da un padre celeste invece che da una Madre terrestre. In questo modo l’uomo non sarà mai felice né capirà mai il senso della vita

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    • Dio creatore è colui che ha ordinato il mondo. Quando S. Giovanni parla di Verbo come lo traduciamo noi, nel testo originale c’è scritto Logos, un termine che usano anche i filosofi per indicare la ratio, l’ordine, il principio regolatore. Se un Dio c’è questo ha impresso un ordine a tutto il Creato (quello che ho chiamato legge naturale). Il racconto di Genesi simbolicamente rappresenta l’uomo che non si è fidato di Dio ed ha voluto fare come gli pare. La prima grande conseguenza è che l’uomo uccide suo fratello (Caino ed Abele).

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      • Io non sono cristiana,quindi per me queste cose non hanno senso. Io sono Druida, da noi i cristiani hanno copiato praticamente tutto,sostituendo la Madre con la Madonna, il nostro Dio con Cristo,la nostra Trinità femminile con quella maschile,tutte le feste come Yule con il Natale, Samhain con ognissanti,Ostara con Pasqua e cosí via. La differenza abissale é che per noi religione e scienza sono fuse insieme senza negarsi a vicenda. Nessuno ci detta regole,nessuno ci obbliga a pregare e così via. E in Natura chi crea la vita è la Madre,quindi é a lei che noi siamo devoti. Nessuno uccide in nome della Madre,che é Madre uguale per tutti,umani,animali e vegetali. Sono modi diversi di vedere il mondo:per noi è una condivisione con tutte le specie. Gli animali sono nostri fratelli,idem le piante. C’erano prima di noi e da loro noi impariamo. Non vedrai mai un Druido buttare una carta per terra,ad esempio,o mangiare carne,indossare pelli ecc.

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      • Capisco il tuo punto di vista e, al di là dall’essere cristiano, convergiamo sul fatto che l’uomo non segue le leggi della natura. Nella Bibbia si parla al principio della creazione della Sapienza che aleggiava sul mondo. Per il testo biblico è una figura femminile accanto a Dio. Sono d’accordo che la Bibbia affonda su credenze precedenti, il diluvio universale è raccontato da civiltà precedenti come la creazione. Ti dico che delle ricerche di paleogenetica ha portato ad un nucleo iniziale di sapiens sapiens nell’area dove è ambientata Genesi in Mesopotamia. Questa ricerca è stata fatta attraversa i mitocondri che sono di origine materna. Se facciamo qualche sforzo di astrazione e ci poniamo come studiosi possiamo ritrovare tante analogie. La conoscenza, da un certo punto in poi, credo che non venga tutta da noi stessi …

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  2. Ho seguito con interesse tutti i “capitoli” di questo argomento davvero ricco di spunti riflessivi. Mi è piaciuto il modo in cui hai trattato la tematica, prendendo in considerazione più punti di vista, chiamando in causa anche la scienza, nonostante gli accenni spirituali. Gli esempi, poi, hanno reso il discorso più chiaro e concreto. Molto esplicativo il paragone “coscienza = navigatore” satellitare. 🙂 Se deciderai di creare un’appendice sui “personalismi”, seguirò volentieri anche quella. Alla prossima!

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    • Grazie Monique. Ti preciso che lo spirito non ha niente a che vedere con lo spiritualismo. Serve ad indicare ciò che rende la materia viva e gli da forma e vita. Coincide con la parte immateriale della persona. Termine filosofico delle correnti filosofiche non materialiste. Ha radice nella filosofia greca. Grazie per l’apprezzamento. Buona serata.

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      • Con “accenni di spiritualismo” intendevo qualcosa di relativo all’ambito religioso. Non avevo anche pensato allo spirito (di cui non conosco/capisco nemmeno il significato teologico). Comunque ti ringrazio per la precisazione. Buona serata anche a te. 🙂

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  3. Non lego molto con quella parte di filosofia che abbraccia la religione, il perché può anche essere visto in frasi come quella da te scritta: “componente spirituale da cui deriva l’intelligenza riflessiva”. Sono evoluzionista, quindi non c’è nessuna componente spirituale; siamo macchine biologiche che funzionano a reazioni chimiche, capaci di una coscienza ancora da definire e man a mano che riceviamo input evolviamo (non in senso darwiniano del termine, tutt’altra cosa). Non sappiamo cosa sia la Coscienza, non possiamo quindi dirci esclusivi possessori. Probabilmente è una peculiarità della nostra specie.
    Apprezzo tuttavia la continua ricerca della filosofia, anche legata alla religione, sui perché dell’Uomo. Cercare il perché delle regole è anche darsi delle regole e Homo Sapiens deve avere regole, poiché altrimenti sarebbe il caos. Un’auto in strada deve attenersi alle regole stradali affinché tutte le auto nel complesso possano viaggiare in tranquillità e sicurezza. Anche se ahimè, questa scena pare più una utopia…

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      • Sì, conosco qualcosa sui classicisti greci. Tendevano però ad una sorta di sovrumano, diciamo così. Aristotele vedeva l’anima come la chiave per ‘accendere’ il corpo, nelle sue tre funzioni principali ossia vegetativa, sensitiva ed intellettiva. La conoscenza deriva dall’esperienza sensibile. L’uomo era l’unico essere consapevole. Ci sono tante cose che mi riprometto di fare ciclicamente e che per un motivo o per l’altro poi rimando, fra queste c’è la lettura integrale del De Anima.
        Per la scienza anima è una parola ambigua, che può condurre a visioni creazioniste. Anima pare intendere che essa è separata dal corpo, concetto che la scienza non concepisce.
        Sono argomenti molto complessi e con forti dibattiti, poiché già dalle basi ci sono nette distinzioni.

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      • L’anima separata dal corpo è una visione duale che possiamo trovare per esempio in Sant’Agostino. Una visione unitotale vede l’anima che informa il corpo, ogni particella di materia è animata. Che cosa fa vivere la materia inerte? È questa la domanda. Comunque l’ambito filosofico è quello della metafisica.

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      • La verità sull’essenza della realtà. Il perché dei perché. Così chiamata dalla derivazione della catalogazione degli scritti aristotelici e soprattutto per distinguersi dalla fisica. Il divenire vivi tramite esperienza.
        Un tempo ne sapevo qualcosa di più, sapevo anche di mitologia greca, e romana ma soprattutto la prima, ma continuavo a girare in tondo. Così, per avere delle risposte che mi soddisfacessero, provenendo anche da una famiglia e da un contesto molto credente che tarpava qualsivoglia domanda, ho preso altre strade. Però i greci sono affascinanti.

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      • Siamo macchine biologiche, abbiamo bisogno di input per funzionare. Beh oddio, a guardare ciò che circola in giro funzioniamo anche senza però come funzioniamo? È solo inerzia. Però come di suol dire, chi si accontenta gode. Beh no, anche per i Fonzies non vale più 🤣

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