Il cibo che cura

Il titolo completo dovrebbe essere: Il cibo che cura e il cibo che fa ammalare.

Perché oggi scrivo questo post? Do ormai per scontato che, chi mi legge da tempo, sappia del mio interesse per la natura e per le proprietà curative delle piante. Molte piante, spesso usate anche in cucina, a dosaggi precisi diventano farmaci, lo sanno anche i sassi. Che il carciofo faccia bene al fegato lo sappiamo dai tempi del Cynar… anche se l’alcol, al contrario, è tossico per il fegato pure in piccole quantità.

Perché oggi questa mia riflessione sul cibo? Tutto nasce da una sollecitazione dovuta a un confronto sul cibo, nata altrove.

Premessa fondamentale: scrivo come cultrice dell’argomento, pertanto non mi attribuisco e non attribuitemi altri titoli. Non ho neanche scopo divulgativo, ma solo la volontà di offrirvi una riflessione aperta sull’argomento.

Partiamo subito da un’altra premessa: il cibo è un salvavita. E certo! Se non mangiamo o beviamo, moriamo nel giro di poco tempo. Quindi è essenziale alla nostra sopravvivenza, ma ormai se ne parla a proposito e a sproposito. Si enunciano nel web e anche sulla carta stampata i benefici di questo o di quell’alimento come fossero novità e sembra che la medicina ufficiale sia chissà quanto indietro rispetto alle altre offerte alternative. Secondo me il problema sta nel fatto che tra teoria e pratica ci sia di mezzo una persona, il medico, col suo bagaglio formativo e le sue convinzioni personali. Dall’altra parte aggressivi venditori di sé stessi che ci propongono miracoli con le loro diete. Non per niente, se andiamo sui loro profili social, spesso si definiscono imprenditori, parola che ha un preciso significato di natura economica.

Per motivi personali da anni mi interesso di medicina e alimentazione e ho recuperato due testi che danno molto peso al cibo: un libro di medicina naturale e un testo fondamentale di scienza dell’alimentazione che ho acquistato una ventina di anni fa.

Il primo è un testo divulgativo, anche se scritto da due medici professori del Bastyr College di Seattle (USA), il più famoso centro di medicina naturale del mondo; il secondo è un testo fondamentale di medicina e scienza dell’alimentazione, abbreviato col nome il Fidanza.

Sembrerà strano a chi non affronta l’argomento scientificamente, ma dicono la stessa cosa: prima di tutto che la prevenzione della maggior parte delle malattie, acute e croniche, passa attraverso l’alimentazione.

Tutti ormai siamo edotti che il sovrappeso e l’obesità siano l’anticamera di molte malattie, dal diabete di tipo 2 alla colesterolemia alta, all’ipertensione ( purtroppo anche alcuni tumori). Per questi disturbi, oltre ai farmaci, viene prescritta una dieta che contribuisce al risultato positivo. Ma sarebbe meglio non ingrassare e certi malanni sarebbero scongiurati nella quasi totalita dei casi.

Al di là del tipo di alimentazione scelta, che si tratti di dieta mediterranea, vegetariana o vegana, il corpo umano, per essere in salute ha bisogno assolutamente di:

  • Carboidrati
  • Proteine
  • Grassi
  • Vitamine
  • Minerali e oligoelementi
  • Fibre

Ogni dieta deve fare in modo che contengano nelle giuste proporzioni queste sostanze nutritive. Qualsiasi carenza provoca alla lunga delle malattie. Pensate allo scorbuto o al beri-beri dovuti alla carenza di vitamina C e B, rispettivamente.

La famosa piramide alimentare della dieta mediterranea rappresenta le proporzioni con cui vanno assunti tali elementi attraverso il cibo. Chi è vegano o vegetariano sostituirà il cibo che ha escluso con un equivalente, che dia le sostanze nutritive di cui il corpo ha bisogno.

Quindi col cibo giusto e un adeguato stile di vita possiamo scongiurare molti malanni.

Purtroppo, per vari motivi compresi stress e ambiente, e/o anche genetici o dovuti alla familiarità, ci si ammala. Ci sono malattie croniche infiammatorie che non sono curabili nel senso che, pur prendendo farmaci, si ottiene di eliminare i sintomi e agendo per contrastare la causa di fondo si può ottenere una remissione. Sulla remissione ci sono varie correnti di pensiero, cioè sospendere o meno i farmaci e aspettare una recidiva o prendere i farmaci a vita. Ma esula dal mio discorso perché è di pertinenza dei medici.

E allora, come usare l’alimentazione? In questo caso particolare, delle malattie infiammatorie croniche, gli alimenti giocano il loro ruolo, in particolare la carne e i grassi saturi per la loro componente infiammatoria. Non solo le carni hanno questa caratteristica, ma non approfondisco qui.

Diete miracolose si basano sul fatto che vanno eliminati gli alimenti che provocano infiammazione, come fosse una loro scoperta. È un’affermazione giusta, viceversa è pericoloso dire che si possono abbandonare le cure perché si sta meglio.

Ambedue i testi che vi ho mostrato parlano della produzione di sostanze infiammatorie con l’assunzione di certi alimenti. Personalmente posso affermare che la carne di maiale è tra le più infiammatorie. Nel periodo in cui la mia personale malattia infiammatoria non era ancora in remissione completa, mi bastava una salsiccia per avere di nuovo dolori articolari. Oggi che sono in remissione non sento gli effetti dell’assunzione di grassi saturi, ma non vuol dire che tali effetti non ci siano. Comunque, mangio la salsiccia qualche volta d’inverno con la polenta. Quando ci vuole…

Ci sono però i grassi polinsaturi i cosiddetti Omega-n, contenuti nell’olio extra vergine di oliva e nei semi oleosi, come pure in alcune piante officinali e nel pesce, che hanno un alto potere antinfiammatorio e sono ottimi coadiuvanti nel ridurre le infiammazioni. Nel manuale di medicina generale della serie manualistica per medici della Mcgraw Hill (ne ho una copia di vent’anni fa che in questo momento non trovo) viene proposto l’uso degli oli Omega 3 in dosaggi elevati per spegnere l’infiammazione intestinale nel morbo di Crohn, malattia infiammatoria cronica su base autoimmune dell’intestino. Sotto assoluto controllo medico perché quei dosaggi quantomeno provocano una bella diarrea.

Nel libro di medicina naturale per esempio, per una terribile e comune malattia infiammatoria su base autoimmune quale l’artrite reumatoide, vengono indicati come alimenti allergenici che vanno eliminati: frumento, granoturco, latte e derivati, carne bovina e i vegetali che appartengono alle solanacee: pomodori, patate, melanzane, peperoni e tabacco. Da preferire: cibi integrali, verdura, fibra e una dieta povera di zuccheri, carne, carboidrati e grassi saturi (non significa che vanno eliminati, ma limitati). Introdurre pesce azzurro, olio di fegato di merluzzo e frutti ricchi di flavonoidi (ciliegie, mirtilli ecc). Il testo non si limita all’alimentazione, ma aggiunge erbe medicinali antinfiammatorie contenenti sostanze tipo la bromelina e la quercetina e vitamine, sali e acidi grassi. Ai tempi in cui fu scritto non si usavano ancora erbe provenienti dall’oriente con proprietà immunomodulanti tipo la Boswellia, che svolgono il loro controllo sul sistema immunitario dando una reale svolta alla malattia.

Perché in Italia non ci curiamo con la medicina naturale? Non è diffusa come cultura, non trova spazio nelle università, costa molto perché non è mutuabile e per ultimo, forse per tutti questi motivi, non c’è un prodotto che venga venduto per lungo tempo, cambiano periodicamente le formulazioni ed è difficile fare una cura lunga, anche se negli ultimi anni bisogna riportare la composizione e la titolazione del principio attivo potendo trovare, di conseguenza, un equivalente.

Conclusione: mantenere uno stile di vita e un’alimentazione sani, ma, qualora ci si ammalasse, curarsi adeguatamente e mangiare in modo da coadiuvare le terapie. Guai a sospendere le cure perché ci si sente meglio: alcune malattie croniche non hanno ancora la cura che guarisce; per me scrissero che avevo una malattia incurabile a esito fatale. Mi consola il fatto che anche la vita viene definita ironicamente così: incurabile a esito fatale. A proposito delle malattie croniche, conobbi in ospedale una signora con morbo di Crohn che aveva sospeso il cortisone di sua iniziativa perché si sentiva meglio, ma aveva ottenuto il risultato che ormai dovevano operarla per il danno cagionato dalle sue scelte. E continuare le cure a vita.

Ultimo e non ultimo: sia che scegliate la medicina tradizionale (allopatica) oppure quella naturale (naturopatia) o la medicina omeopatica, per essere curati, la cosa più importante è la diagnosi corretta. Sembra un’affermazione quasi lapalissiana, ma fidatevi: non lo è.

51 commenti

  1. “qualunque sia la medicina che scegliate”

    Secondo me la medicina NON va scelta.
    Va prescritta dal medico, dallo specialista, e va assunta dal paziente, seguendo posologia e profilassi.
    Nessuna scelta.
    Altrimenti diventa tutto opinabile, e questo in medicina non va bene.

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  2. Ho le mie idee e me le tengo so di averti procurato questo articolo con le mie risposte su Facebook se non ricordo male a una cosa che ho iniziato io.
    Pur troppo non condivido nulla.
    Voglio difendermi il blog di reumamma perché non e una che di punto in bianco ha sospeso le cure e impazzita peggiorata o morta, lei ha fatto una dieta e via via la malattia è regredita tanto che gli stessi medici le hanno via via dolcemente sospeso le cure.
    Non posso e non voglio ingrassare, voglio sete magra e bella, non Credo a nulla di ciò che dicono i medici, non hanno mai saputo curare la tosse a mia madre ed era solo tosse, non credo a nulla della medicina proprio niente mi dispiace, credo a Lourdes là Salette se vedo un medico e osa rivolgermi la parola accendo il barbecue
    È una mia condanna personale, la prima moglie di mio padre perse la vita da giovane, mio padre le fece fare le prime terapie radianti del,epoca e si paralizzò.
    Mio padre perse una sorellina piccola non si sa di ch nessuno riuscì a curarla.
    Credo nel libro ch ho fatto pubblicare e nella divina commedia, nei promessi sposi, e in poco altro.
    Ah mi sono sfogata.
    Mi spiace se la nostra conversazione sulla Mia dieta può esserti stata ostile, non era mia intenzione voglio davvero tu stia bene e ti facciano stare bene, purtroppo quando ci si scambia opinioni personali su cose così personali come le scelte si rischia di sembrare invasivi e forse lo sono, sorry.
    Ma credo che la seconda guerra mondiale non l abbia capita nessuno. E nemmeno il medioevo, e tante cose se …..accadono o fanno accadere oggi.
    Continuo i miei studi perché non credo di saperne tutto mai.
    Ma so che i medici molti di loro la sanno luuuuuuungaaaaaaaa molto luuunnnnggaaaa.

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      • Io nomino spesso reumamma e credo mi abbia aiutata molto leggerla, ha fatto un miracolo la dieta su di lei e i medici le volevano operare il polso in modo definitivo ne avrebbe perso ogni funzione, restava bloccato, ora corre, cammina, si mio e fa yoga.
        La sua dieta è troppo rest ittica per me la seguo per non più di 24 ore anche meno ma mi purifica, sento proprio che il corpo si deterge, poi ci sono settimane intere che faccio dieta vegana ed è recente, oggi è il nostro onomastico senza la moglie di mio padre mi chiamerei solo Giuseppina michelina mio padre fu molto criticato, sembrava che tutto quello che faceva andava a vuoto, spesso era un ammasso di responsabilità.
        Se dovessi stare male non ho nessuno, quindi a costo di farmi uscire le corna in testa devo stare bene. Ieri ho visto un documentario sul colesterolo e non ne ho ma fa impressione.
        La prima telefonata del mattino la ex suocera 90 anni super obesa, cammina col carrello e niente la uccide, e poi vedo ragazzine che per vivere devono far scendere i santi dal paradiso……
        Che brutto mondo…..

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      • Elena se tu parli di patologi complesse come la tua, che ieri non conoscevo. Allora si è ovvio che tu mai e poi mai puoi cambiare una virgola di quello che altre persone prescrivono per te, e che studiano e si aggiornano per darti il meglio.
        Ma se mettiamo un fisico giovane e la dieta mediterranea con pane pasta carne e pesce, mi sento di dire che eliminare tutte queste cose pulisce e non danneggia, ovviamente io non ho la tempra di riuscirci per lungo tempo e ritorno onnivora.
        Ma la dieta detox mi da la possibilità in un anno intero di non prendere nessun farmaco nemmeno per i dolori da ciclo, di sentirmi sana e in forma.
        Ieri quando abbiamo iniziato questa conversazione per me gioviale e da cazzeggio nemmeno sapevo che tu avessi subito un trapianto.
        È ovvio che mai te la consiglierei nemmeno se stessimo facendo una gara di barzellette

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  3. Grazie, hai spiegato in modo semplice e chiaro quello che dovrebbe essere alla portata di tutti: siamo quello che mangiamo, ogni parte di noi è fatta di elementi che vanno reintegrati con l’alimentazione. Se li reintegriamo correttamente, maggiori sono le probabilità di stare bene (perchè ovviamente ci sono altri interventi). Non credo sia corretto dire che non si usa la medicina naturale, dipende dal medico, e poi ovviamente dipende dalla malattia. La chemioterapia è terribiie e spesso discussa, ma alle volte guarisce, mentre non risultano casi di sopravvivenza di chi ha il cancro e si cura con farmaci naturali. Poi tantissime medicine arrivano dalla natura, basta pensare all’aspirina! La tua conclusione è perfetta. Posso riportarlo sul mio blog?

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      • Per la mia esperienza posso solo ringraziare la medicina. Non tutti sanno che le malattie reumatiche colpiscono anche gli organi interni. Io sono stata in punto di morte e ringrazio di aver incontrato un bravo immunologo e una bravissima reumatologa. Grazie a loro io sono in remissione completa da vent’anni. Non ho dolori, vivo bene ma per fare questo prendo i farmaci che mi hanno prescritto. Chiesi alla reumatologa se potevo diminuire le dosi, ma mi rispose che erano a vita in quel dosaggio. Ci sono scuole di pensiero in questo campo, alcuni dismettono le cure nella fase di remissione, ma le recidive a volte sono più violente dell’esordio. Incrociai per caso l’immunologo al bar che ci tenne a fermarmi per chiedermi se mi stavo curando. Era preoccupato perché una paziente era morta. Era andata a farsi curare in Inghilterra perché non accettava di prendere il cortisone e glielo avevano sospeso. Poiché la sua artrite aveva colpito il fegato, morì per una crisi acuta.

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  4. Il nostro corpo è un meccanismo complesso e necessitante di diversità, da qui la necessità di vari nutrienti da reperire in vari alimenti, dovrebbe cambiare anche la cultura di approccio all’alimentazione, ti seguo anche perché tu fai questo da quel che ho potuto leggere nei tuoi diversi post, questo che commento compreso.

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  5. “la malattia in sé non ha importanza sono le conseguenze fisiche che sono spiacevoli” mi spiace non poter commentare questa triste affermazione direttamente dove è stata scritta. Ma non posso tacere. Dire che la malattia, in questo caso stavate parlando del tumore, non ha importanza e che le conseguenze fisiche sono “spiacevoli” è un’affermazione che fa rabbrividire, al pari di chi dice di lasciare le cure e di curarsi esclusivamente con l’alimentazione. Auguro a chi l’ha scritta di non provarla sulla propria pelle e di rimanere così nella beata ignoranza di chi non conosce e parla a vanvera. Perché le conseguenze sono DEVASTANTI sia a livello fisico che mentale.
    Mi dispiace per la tua amica.

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