Scrittori e scrittori – Parte 2^

Il post scritto ieri, Scrittori e scrittori, ha sollecitato molti commenti interessanti in cui ognuno ha dato la sua definizione di scrittore.

Oggi ho cercato la definizione del termine scrittore e ho trovato quanto segue.

Dall’enciclopedia Treccani:

2. a. Chi si dedica all’attività letteraria; chi compone e scrive opere con intento artistico.

Tra i sinonimi: autore, penna. ⇑ letterato. ⇓ drammaturgo, narratore, poeta, romanziere, sceneggiatore.

Dal Sabatini Coletti:

Scrittore: Autore di opere letterarie.

Altri vocabolari riportano le stesse definizioni, da cui si evince, comunque, che autore è sinonimo di scrittore.

Lo scrittore di professione è colui che vive del proprio lavoro di scrittura. A questo proposito vi lascio alle parole di un’editor, Chiara Beretta Mazzolla, sul suo sito Bookblister.

A te che vuoi diventare uno scrittore (famoso)

[…]

Incredibilmente una casa editrice si dimostrerà interessata. Non sarà un gigante ma neppure un microbo. E dovrai ricominciare da capo la trafila delle letture e correzioni. Nulla sarà davvero iniziato, però. Perché tutto partirà sul serio solo quando arriverai in libreria per interposto oggetto, rilegato e dotato di copertina. E ti domanderai come hai fatto a sussistere finora, senza un ufficio stampa che comunicasse al mondo tutto la tua esistenza, con una pirotecnica bio comprensiva di foto e frasi tanto illuminate da essere degne delle virgolette.

Come andrà a finire mica lo sai. Però, con l’euro (arrotondato per eccesso) che guadagnerai a ogni copia venduta, al massimo potrai offrire qualche giro di spritz agli amici. Amici che non avranno comprato il libro, perché si aspettano che glielo regali (se no “che cazzo di amico spilorcio sei!”).

Perciò, dopo essere entrato nell’ennesima libreria con fare furtivo, dopo aver chiesto una copia del tuo libro per verificare se c’è e dove è piazzata, dopo aver spostato una piletta di testi in bella vista (credendo che il libraio non ti abbia notato… no, figurati, oggi sei solo il 999esimo autore che fa lo stesso giochetto), dopo averne comprata una per sostenere la causa, andrai a lavorare.

Accantonando momentaneamente l’idea di scrivere un romanzo che ci dia da mangiare, oggi vengono proposti lavori remunerati per chi sa scrivere e ama farlo. Si tratta di lavori nati col web: Blogger, Web-writer, SEO, Business-writer, Copywriter.

Una carrellata di quello che può fare uno scrittore professionista lo trovate qui.

P.S.: Anche se si guadagna poco, bisogna dichiararlo al fisco.

43 commenti

  1. mi sono accostato da poco la mondo delle presentazioni librarie. tra i vari scrittori che ho incontrato ho riscontrato il senso comune dello scrivere “perchè mi piace e sacrifico volentieri il mio tempo”.
    sull’assioma autore=scrittore sono dell’idea che di autori ce ne siano tanti (più dei lettori) e che di scrittori ce ne siano pochi

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  2. Qui vedo altre distinzioni per definire lo scrittore.
    In ogni caso, secondo il post di Maria Abbrescia, io sono una scrittrice poiché per diversi anni, prima dell’avvento dei tutor e co., ho guadagnato parecchio facendo l’editor non solo per romanzi ma anche per complicatissimi manuali informatici sui quali perdevo la vista a correggere le stringhe html.
    Comunque continuo a pensare che diventerò famosa post mortem. :-))

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  3. Con l’avvento del web e la compilazione dei siti, la capacità di scrivere ha avuto un’impennata. Del resto si impara a scrivere bene non solo studiando lettere, ma anche giurisprudenza, storia, lingue straniere ecc. Ovvio che si debbano pagare le tasse su quello che si guadagna, poco che sia. C’è solo l’esenzione alla dichiarazione se si resta sotto i 5000 euro l’anno

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  4. Il concetto di dilettante o meno è indipendente dalla redditività: io pago la ritenuta d’acconto anche per collaborazioni che non arrivano ai 500 euro l’anno. Quanto alla professione di scrittore, non c’è un percorso codificato, a meno che non venga prima o poi riconosciuto a scuole tipo quella di Baricco a Torino. Voglio dire, se ti laurei in medicina sei un medico, e ti puoi definire tale anche se sei un cane. Non puoi essere un medico dilettante. Non c’è un diploma, una laurea per lo scrittore, e non saprei proprio dire il discrimine tra dilettante e professionista, salvo gli esempi già riportati

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    • Dove c’è una codifica professionale è possibile: o sei o non sei. Ma come ho fatto già esempio: io sono sociologa, con laurea in sociologia, ma non abbiamo l’albo, perciò sono definiti sociologi anche altri, anche senza alcuna laurea (com’era il relatore della mia tesi) per il fatto di scrivere di sociologia. Al contrario, ho collaborato con un periodico per più di 10 anni e ho sommato un certo numero di articoli per sostenere l’esame da giornalista, ma l’ho fatto a titolo gratuito e ciò non mi permette di diventare giornalista professionista. Sebbene il direttore responsabile mi presentasse come giornalista, perché per lui contava la sostanza.

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