Ancora addio. Novel Romance di Giovanni Di Rosa

Ho appena letto, anzi divorato, questa delicata storia d’amore scritta da Giovanni di Rosa, titolare del blog Serial Escape. Devo dire, prima di tutto, che mi ha colpito la maturità e la sensibilità di questo giovane autore; non so se alla sua età sarei riuscita a fare lo stesso, cioè, non solo a scrivere un libro, ma a descrivere così bene e in profondo i sentimenti dei protagonisti.

il titolo che avrei dato a questa storia, se l’avessi scritta io, sarebbe stato L’amore sospeso, perchè l’amore di Giada e Remo, che nasce tra i banchi di scuola è un amore che, per via di scelte che non riguardano i protagonisti, non finisce, come ci si aspetterebbe da una storia di adolescenti, ma rimane come sospeso, incompiuto e  passa indenne attaverso il loro percorso di crescita e maturazione. Basterà l’amore, però, a farli ritrovare o ci sarà ancora un addio? Questo lo saprete solo leggendo il libro di Giovanni.

Personalmente mi sono rivista come ero da adolescente, trasposta un certo numero di decenni più avanti… Ho pensato che siamo sempre uguali, anche se tra me e gli adolescenti di oggi sembrano esserci anni luce. La musica come colonna sonora della vita, i film per adolescenti su cui modellarci… La tecnologia è differente, certo, loro non usano telefoni a gettoni dove mi è capitato di mettere gettoni per una telefonata interurbana di pochi minuti, che venivano ingoiati senza poter fare la mia agognata telefonata… Sentire il tintinnare veloce di dischetti di metallo color rame che cadevano giù, colonna sonora della fine di un’illusione. Quanti equivoci, per questo! Ma i sentimenti, quelli sono gli stessi descritti così bene da Giovanni. Quanti amori creduti eterni e insostituibili, ma certi amori non finiscono.

Quale canzone può corredare questo bel romanzo? Non pensate alla Pausini, ché sono di un’altra epoca…

19 commenti

  1. Ma che recensione spettacolare. Grazie Elena, sono felice ti sia piaciuta.
    Colpiscono in positivo anche i commenti sulla mia maturità. Davvero!
    Il parallelismo con la tua generazione mi ha colpito. Davvero bella questa recensione, grazie mille e complimenti. Mi hai quasi commosso 🙂

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    • Ho scritto quello che sentivo. Fa piacere che ci siano bravi giovani come te che ci ricordano che l’umanità non sia cambiata, di fondo rimaniamo gli stessi. Alla tua età, anni 70, io ho cominciato a lavorare, erano tempi difficili per l’economia italiana, e ho potuto laurearmi diverso tempo dopo. Perciò la mia adolescenza risale a fine anni 60, inizio 70.

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