Libri lunghi, medi, brevi

Confesso che spesso sono stata attratta da libri corposi, perché, leggendo piuttosto velocemente, preferisco che il libro mi duri un po’ di più di qualche ora di lettura. Devo riconoscere che, ultimamente, i libri molto pesanti mi fanno dolere il polso della mano che li sorregge, motivo per cui penso che a breve ricorrerò al lettore kindle.

Compro sempre libri scontati e possibilmente in edizione economica e quelli di recente pubblicazione e molto pubblicizzati mi sono stati sempre regalati. Non corro dietro alla novità, di norma.

Resta il fatto che una buona storia è tale anche se raccontata con uno stile sobrio e asciutto, rientrando nelle dimensioni di un libro non troppo corposo.

Perché tutta questa premessa? Vengo al dunque. Di recente Kobo mi propone, nella pubblicità delle novità librarie, un libro che ha come protagonista una donna investigatrice dilettante, un po’ come la mia Debora Nardi, perciò mi sono incuriosita. Ho visto subito che il libro è di 111.000 parole e così ho voluto leggere l’anteprima. C’è un prologo decisamente lungo che invece di incuriosirmi mi aveva già annoiato dopo un po’. Tra l’altro ho trovato due errori di ortografia (trattini aperti e non richiusi) che mi hanno interrotto la lettura, andando alla ricerca del trattino perduto.

Nel Capitolo 1 i dialoghi, anche se ben strutturati e con una vena ironica, sono anch’essi minuziosi. Mi sono detta: Ecco come si arriva a 111.000 parole.

A voi un assaggio. (Ho cancellato i nomi dei protagonisti per evitare un riferimento diretto).

Libro 111

Che dire… Un po’ mi perplime.

 

30 commenti

  1. Io adoro sia i libri lunghi che quelli corti, diciamo che li alterno tra loro.
    Il mio problema, tuttavia, è quello di una lettura lenta.
    Non mi pesa assolutamente, anzi il “piacere” di un libro dura di più, e l’unica conseguenza negativa è che leggo un minore numero di libri durante l’anno.

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  2. I testi che superano le trecento pagine non mi attraggono per nulla. Solo raramente li compro.
    Il testo di cui parli di 110.000 parole corrisponde 90/100 pagine cartacee con interlinea semplie con interlinea 1,5 si sale a 140/150 pagine.
    Diciamo che è una novella gialla lunga.
    Gli errori? Normali. Nessun editore usa più il correttore di bozze.

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  3. Ci sono libri che, evidentemente, nascono da un lavoro di venti pagine, e poi un “bravo” editor lo fa diventare di duecento. Anche io rifuggo le novità, al contrario quando trovo un autore che mi piace, leggo tutto di lui con la serena certezza di non venire delusa, e per un po sono a posto

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