La terza arca (3)

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Capitolo 2

Il professore era sconcertato. Sul rotolo erano riportate notizie di fatti che ancora dovevano accadere ed era solo all’inizio della lettura. Mentre era assorto, si affacciò alla porta dell’ufficio Rebecca Brown (Becca, per gli amici) una sua assistente esperta di civiltà antiche della Mesopotamia. Lo aiutava negli studi biblici per quanto riguardava certe eco di civiltà precedenti che trapelavano qua e là nei racconti più antichi del popolo ebraico, oltre ai rapporti con i Babilonesi, di cui gli Ebrei erano stati schiavi.

«Ehi, prof. Ti vedo perplesso. Qualcosa non va?». La giovane donna si fece avanti e sbirciò sul tavolo. Josh fino ad allora aveva tenuto segreti quei rotoli, ma con qualcuno doveva parlarne – per un’opinione più obiettiva – e chi meglio di Becca? Senza parlare, le mostrò il primo rotolo.

«Accidenti! Ma è autentico?»

«Ha superato tutte le verifiche», affermò Josh.

Leggendo il racconto, anche Becca cominciò a sospettare come potesse svilupparsi la storia, ma non voleva saltare alle pagine che svelavano il mistero, perché bisognava leggere tutto attentamente per capirne la coerenza: c’erano stati falsi molto ben congegnati, in passato. Certo, si prospettavano nuovi scenari su come i Babilonesi avessero scoperto la ruota o avessero avanzate conoscenze in astronomia, nuove informazioni che avrebbero contribuito non poco al suo successo come studiosa di quella civiltà.

«Questo Joshua Mashiak Frank deve ancora nascere, nella nostra dimensione temporale! E se cominciassimo da qui? Posso cominciare a prendere contatti con la comunità ebraica di Henderson, con la scusa di ricerche sul campo, qualcosa mi inventerò.»

«Tu potresti iniziare una ricerca – abbiamo abbastanza informazioni anagrafiche – mentre io cerco di continuare la lettura almeno fino a dove si racconta di come siano finiti nel periodo del diluvio universale.» fu la decisione del professore. Becca tornò nella sua stanza e un’idea cominciava già a prendere corpo nella sua mente.

Josh continuò la lettura del manoscritto.

‘Nel periodo storico che ho già citato, intorno al 2050, il mondo occidentale era completamente corrotto a livello morale come a livello naturale. L’individualismo, nutrito dall’edonismo e dal consumismo sfrenato, aveva portato al rifiuto delle istituzioni su cui la società si era basata fino a poco prima: il matrimonio non esisteva più come istituzione, anche se quello religioso rimaneva per alcuni. La nazione appariva un residuato arcaico mentre un mondialismo apolide e anomico prevaleva nella mentalità corrente. Fare figli era diventato disdicevole e poche donne erano disposte ad affrontare la fatica di farne; dopo un primo periodo in cui si sfruttavano donne povere per la gestazione, in seguito l’utero artificiale, creato in Giappone aveva sostituito le donne in carne e ossa.[1] Questo, però, stava indebolendo le generazioni perché, anche con il ricorso alla selezione genetica, i problemi neurologici, e non solo, visto anche le nascite premature, cominciavano a notarsi e i soggetti ottenuti in questo modo erano complessivamente più deboli. Il ricorso alle banche di gameti aveva portato come conseguenza l’esistenza di consanguinei che non si conoscevano tra loro e che capitava generassero figli; ciò accadeva sempre meno per la verità, perché la genetica preimpianto risolveva il problema; tuttavia restava lo shock dell’incesto che, malgrado la generale e diffusa libertà sessuale, rimaneva un tabù ancestrale. Gente senza lavoro, spesso annichilita da droghe sintetiche sempre più letali, rendevano insicure le strade e neanche i bambini erano indenni da promiscuità e droghe. Non mi dilungo, lo scenario è abbastanza chiaro.

Nella nostra comunità cercavamo di seguire gli insegnamenti divini, ma l’intransigenza che veniva esercitata nei nostri confronti diventava sempre più forte: si poteva vivere in tutti i modi, visto il lassismo generale, ma non secondo la nostra visione; del resto ogni religione era stata bandita perché andava contro il nuovo ordine che si doveva imporre a tutto il mondo. L’unico vero Dio, adorato da tutti, era il dio denaro.

Nel 2000 la mia comunità aveva acquistato il territorio di una città fantasma dei tempi dei cercatori d’oro, ai confini del deserto del Nevada. La piccolissima città era stata rimessa in sesto e avevamo cominciato a vivere lì, allontanandoci dal mondo cosiddetto civile. Si viveva in modo tradizionale ma i figli, se avessero voluto, sarebbero andati a studiare nelle scuole e università americane senza problemi, come del resto anch’io avevo fatto. Io ero nato nella città nel deserto a cui era stato dato il nome Fraternità di David, meglio conosciuta con il nome di Fraternity

In quel preciso momento squillò il telefono. Becca non riusciva a contenere l’eccitazione e, quasi mangiandosi le parole, gli urlò nella cornetta.

«Non riesco a crederci! Non credo alla mia fortuna…» poi, con più calma, aggiunse «Tanto per provare, ho fatto una veloce ricerca su comunità religiose, non solo ebraiche, presenti nel territorio di Las Vegas e mi sono imbattuta in una notizia particolare. Tu sai che stanno ripopolando le città fantasma dell’epoca della corsa all’oro…»

Josh non la fece concludere e esclamò: «Hai trovato una cittadina ai bordi del deserto di nome Fraternity!»

«E tu come lo sai?» Rebecca ribatté incredula, dall’altra parte del filo.

© Tutti i diritti riservati

[1] http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2007/07/27/Esteri/GIAPPONE-CREATO-UTERO-ARTIFICIALE-ACCELERA-CRESCITA-EMBRIONI_140247.php

16 commenti

  1. Era una storia di un’era di un Mondo e di come era diventato nel loro anno 2050, non sono previsioni del futuro ma possibilità di ricordare Mondi futuribili per elaborare gli errori che hanno fatto, sono privilegi dei profeti che vogliono salvare i Mondi da loro stessi che però non legge nessuno anzi, sono uccisi e poi iniziano quei Mondi li, dopo che Nessuno è dipartito mentre è interessante la storia della comunità dell’anno 2000 nel Nevada, come volesse emanciparsi da quel Mondo pur partecipandovi 🙂

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