La terza arca (10)

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Capitolo 9

24 dicembre 2015.

Josh e Becca uscirono sul tardi per recarsi a cena presso un locale dove, ovviamente, la cucina era rigorosamente kasher; da quando erano a Fraternity i pasti che consumavano venivano cucinati secondo le regole della tradizione e, quella sera, ordinarono carote al cumino, involtini di foglie di vite acidulata e polpette al limone, fichi ripieni per dolce. Si sentivano veramente in pace.

«Hai notato che da quando siamo qui ci stiamo rilassando e vivendo una vita più serena, scandita dai ritmi della comunità?» fu la riflessione di Rebecca.

«È vero, ma il tempo a nostra disposizione sta finendo. Siamo riusciti a ottenere il permesso per venire qui ma, anche se siamo ambedue di cittadinanza americana, dovremo ritornare a Gerusalemme, dove lavoriamo.» Josh si accorse che c’era un certo rammarico nella sua voce; si era trovato bene con Rebecca e la “convivenza” non gli era pesata anche se era sempre vissuto da solo, senza storie importanti.

Dopo cena si recarono nel deserto, nell’area disabitata e si predisposero a guardare la luna piena. Il silenzio era totale.

«Questa notte sapremo se il motivo che ci ha spinto sin qui avrà le sue risposte» disse Rebecca, mentre rabbrividiva forse per il freddo, forse per la tensione dell’attesa.

«Hai freddo». Josh si accorse del suo tremore e le passò il suo giaccone, non senza una certa tenerezza. La giovane donna se ne rese conto e provò un sentimento di risposta che in quel momento non riuscì o non volle decifrare. Avvicinandosi la mezzanotte, Josh propose di rientrare per passare vicino casa di Myriam e Josef e così fecero. Mentre si trovavano nei paraggi l’uomo decise che era ora di raccontare il resto della storia che Rebecca non conosceva ancora. La giovane ascoltò seria e alla fine del racconto non si mostrò molto sorpresa.

«Non mi meraviglio. Questa storia dall’inizio è stata assolutamente fuori da ogni logica, perciò anche due angeli ci possono stare!»

Quasi mezzanotte… videro arrivare l’auto dell’ostetrica che assisteva molte delle donne che avevano conosciuto, a Fraternity si partoriva preferibilmente a casa. Era il momento! Accostarono l’auto sotto casa e attesero.

Natività

Il pianto di un bambino ruppe il silenzio. Sopra la casa apparvero i due angeli ormai noti a Josh, ma che Rebecca non aveva mai visto. Contemporaneamente si sentì un canto melodioso di una bellezza inaudita che lasciò i due studiosi sbalorditi ed estasiati e sembrava ci fossero altre voci angeliche che si univano al coro.[1]

D’improvviso, però, ombre nere si addensarono intorno alla casa e un fragore mostruoso squarciò l’aria. Lampi accecanti venivano emessi senza che se ne capisse l’origine, mentre Josh e Rebecca guardavano ammutoliti. Cosa potevano fare se non stare impotenti a guardare?

©Tutti i diritti riservati

[1] Metatron governa il Coro Angelico dei Serafini

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