La terza arca (11)

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Capitolo 10

Nota a margine dell’Epilogo 1.

Il racconto è stato già pubblicato sul mio blog dove ho proposto due finali. Gli amici bloggers si sono divisi su quale fosse il finale migliore, così ripropongo ambedue.

Epilogo 1.

Infine, tutto quel fragore cessò d’improvviso, dopo un enorme lampo che si perse nel cielo. Joshua e Rebecca, dopo qualche attimo di esitazione, scesero dall’auto, muovendosi con cautela. Senza alcun preavviso, come dal nulla, si trovarono di fronte i due angeli, Metatron e Sandalphon, che si rivolsero loro all’unisono: “Non abbiate timore! Le forze del male sono state rimandate al loro tempo – anche se i loro seguaci sulla terra non smettono di alimentare il male – e non si ripresenteranno fino all’Armageddon, ma siamo pronti con l’esercito dei discendenti di Joshua Mashiak e degli altri. Ora potrete continuare la vostra vita senza interferenze. Fate le vostre scelte con saggezza e non fate parola con nessuno di ciò che sapete. Shalom! La pace sia con voi!” E con queste parole scomparvero ai loro occhi. Increduli e sbalorditi i due studiosi si guardarono come a darsi conferma che erano lì ed era tutto reale.

Intanto, nella casa le luci erano ancora accese e le sagome delle persone all’interno si proiettavano sul giardinetto antistante. La porta si aprì e ne uscì l’ostetrica, ancora sorridente per il felice evento, il primo figlio della coppia. Li salutò, per niente sorpresa di vederli.

«Bella serata di luna piena! Non credete? Siete usciti a vederla? Io ho appena finito il mio lavoro facendo nascere Joshua Mashiak!»

«Buonasera», risposero insieme.

«Crede che domani potremmo fare visita alla famiglia?» s’informò Rebecca.

«Certamente. È stato un parto normalissimo e la mamma sta bene. Buonanotte!» e si affrettò verso la propria auto. Ai due giovani non restava che tornare a casa.

Il giorno dopo ciondolarono per un po’ in casa con lo stato d’animo di chi, raggiunto il proprio obiettivo, si ritrova all’improvviso senza scopi e senza nulla da fare.

«Che facciamo? Ripartiamo? Abbiamo scoperto che i rotoli sono autentici, ma mi rendo conto che non potremo rivelarlo senza alterare il corso delle cose. A cosa ci è servito?» Josh guardò perplesso Becca.

«Eppure, questa esperienza ci ha cambiati, mi sono affezionata a questo posto e a queste persone…» riflettè la giovane donna e aggiunse nel pensiero: “… e mi sono affezionata a te…”. Qualcosa nei suoi occhi la tradì perché Josh ebbe per lei uno sguardo di tenerezza, non osando dare voce a quello che sentiva, dato che per troppo tempo erano stati colleghi e quel cambiamento lo scombussolava un po’. Però aggiunse: «Se restassimo? Se cambiassimo vita? Io e te… qui…» In un attimo si ritrovarono abbracciati, confessandosi l’amore che era cresciuto tra di loro con la conoscenza reciproca e la stima che avevano sempre avuto l’uno per l’altra; però tutto aveva, adesso, il sapore della novità e della felicità pura. Si sentivano come chi finalmente ha raggiunto l’approdo: erano dove dovevano essere.

Il matrimonio si celebrò secondo la tradizione con la partecipazione di tutti gli amici di Fraternity. Non tralasciarono nulla del cerimoniale, neanche il bicchiere rotto sotto i piedi dello sposo. Andarono a vivere nella casetta dove già abitavano, ma da marito e moglie. Dopo un anno circa nacque il loro primo figlio Jeremiah e la loro esistenza trascorse serena nella piccola comunità di Fraternità di David, conosciuta come Fraternity.

24 dicembre 2060.

Come ogni anno la festa dell’Hanukkah è stata motivo di celebrazione e di incontri per la comunità e sta volgendo al termine. C’è una bella luna piena come quel lontano 24 dicembre 2015. Joshua Mashiak, con gli altri, sta per intraprendere il viaggio nel tempo che lo porterà nella preistoria, dopo il diluvio universale. Josh e Rebecca, gli unici a conoscere l’esito dell’esperimento, stanno per salutare il loro figliolo Jeremiah che parte insieme alla moglie Marta, una sorella di Joshua Mashiak. Non hanno paura per lui, ognuno va incontro al suo destino, questo l’hanno imparato con tutta la storia che hanno vissuto e che li ha portati fin lì. Sanno anche che, di lì a breve, incontreranno i discendenti di Jeremiah, forse anche i due angeli Serafini, perché l’apocalisse si avvicina e cieli nuovi e mondi nuovi saranno il premio dei giusti.

FINE 1° EPILOGO

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