La terza arca (12)

Puntate 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

Capitolo 11

Epilogo 2.

Infine, tutto quel fragore cessò d’improvviso, dopo un enorme lampo che si perse nel cielo. Joshua e Rebecca, dopo qualche attimo di esitazione, scesero dall’auto, muovendosi con cautela. Senza alcun preavviso, come dal nulla, si trovarono di fronte i due angeli, Metatron e Sandalphon, che si rivolsero loro all’unisono: “Non abbiate timore! Le forze del male sono state rimandate al loro tempo – anche se i loro seguaci sulla terra non smettono di alimentare il male – e non si ripresenteranno fino all’Armageddon, ma siamo pronti con l’esercito dei discendenti di Joshua Mashiak e degli altri. Ora potrete continuare la vostra vita senza interferenze. Fate le vostre scelte con saggezza e non fate parola con nessuno di ciò che sapete. Shalom! La pace sia con voi!” E con queste parole scomparvero ai loro occhi. Increduli e sbalorditi i due studiosi si guardarono come a darsi conferma che erano lì ed era tutto reale.

Intanto, nella casa le luci erano ancora accese e le sagome delle persone all’interno si proiettavano sul giardinetto antistante. La porta si aprì e ne uscì l’ostetrica, ancora sorridente per il felice evento, il primo figlio della coppia. Li salutò, per niente sorpresa di vederli.

«Bella serata di luna piena! Non credete? Siete usciti a vederla? Io ho appena finito il mio lavoro facendo nascere Joshua Mashiak!»

«Buonasera», risposero insieme.

«Crede che domani potremmo fare visita alla famiglia?» s’informò Rebecca.

«Certamente. È stato un parto normalissimo e la mamma sta bene. Buonanotte!» e si affrettò verso la propria auto. Ai due giovani non restava che tornare a casa.

Il giorno dopo ciondolarono per un po’ in casa con lo stato d’animo di chi, raggiunto il proprio obiettivo, si ritrova all’improvviso senza scopi e senza nulla da fare.

«Che facciamo? Ripartiamo? Abbiamo scoperto che i rotoli sono autentici, ma mi rendo conto che non potremo rivelarlo senza alterare il corso delle cose. A cosa ci è servito?» Josh guardò perplesso Becca.

«Eppure, questa esperienza ci ha cambiati, mi sono affezionata a questo posto e a queste persone…» riflettè la giovane donna e aggiunse: «A proposito… che ne dici se, intanto, andiamo a trovare il nuovo nato? Poi, con calma prenderemo una decisione, non abbiamo fretta.»

«D’accordo. Non vedo l’ora di conoscere il responsabile di tutto!» rispose Joshua con una risata.

Dopo un pasto veloce e una telefonata di preavviso si recarono a casa di Myriam e Josef. Furono accolti con calore, ormai li consideravano come di casa.

Dopo alcuni convenevoli i neogenitori li portarono nella stanza del bambino che dormiva nella culla. Sopra la culla un carillon suonava una ninna nanna delicata le cui note alte sembravano dei trilli melodiosi d’uccello.

“Tweet, tweet, tweet, tweet” non andava per finire… Josh allungò istintivamente un braccio per spegnere quella fastidiosa suoneria. Aprì gli occhi e per un attimo non capì dove si trovava… si mise seduto sul letto e, stropicciandosi gli occhi, guardò meglio intorno a sé: era nella sua stanza da letto ed era ora di prepararsi per andare al lavoro. Era a casa sua a Gerusalemme! Si rese conto, allora, di aver sognato, ma un sogno così vivido e preciso da sembrare reale. Incredibile! Vero è che tutti i giorni aveva a che fare con documenti antichi e forse era rimasto suggestionato da qualche antico racconto biblico o da qualche mito babilonese; in aggiunta, la lauta cena della sera prima aveva contribuito non poco a una notte agitata.

Si preparò e uscì con una certa fretta: in ufficio aveva nuovi documenti che gli avrebbero portato quel giorno dagli archivi. A piedi raggiunse l’università e andò subito nel suo studio. Sul tavolo era poggiato lo scatolone con i documenti che stava aspettando. Erano rotoli antichi e doveva verificarne l’attendibilità. Prese il primo rotolo e lo distese sul tavolo assumendo immediatamente un’espressione meravigliata e in parte allarmata.

“No, non può essere!” pensò, mentre si rendeva conto di avere davanti il rotolo del sogno. Un brivido lungo la schiena lo costrinse a sedersi. Per un lungo istante rimase immobile, era combattuto perché difficilmente si lasciava suggestionare, ma non voleva correre rischi, il sogno era ancora vivido nella sua mente. Alla fine, non senza combattimento interiore, prese una decisione drastica, l’unica praticabile: i rotoli sarebbero tornati dove erano stati da più di mezzo secolo.

Chiamò il responsabile degli archivi affinché si riprendesse i documenti. Poi, repentinamente, telefonò a Rebecca, la sua assistente.

«Becca! Che ne pensi di prenderci una giornata libera e di andarcene a pranzo fuori?»

«Perché no!», rispose la giovane che trovava il suo capo piacevole e dai modi cordiali e alla mano.

«Chiudo la mia stanza e sono lì». Josh pensò che aveva preso la decisione giusta e già pregustava la giornata.

“Ragazza simpatica, Becca”, si disse, mentre chiudeva la porta dell’ufficio dietro di sé.

FINE DEL 2° EPILOGO

©Tutti i diritti riservati

14 commenti

  1. Grazie mille per aver condiviso il tuo racconto, è davvero lodevole e affascinante tutto il percorso che ha portato alla sua realizzazione, doppi complimenti!!! È stata una grande pubblicazione, un film basato su di esso sarebbe fantastico! 😃👍

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.