Anna. L’inferno in una bottiglia di Martina Longhin

Una storia vera, una tra le tante che sembrano quasi una copia carbone l’una dell’altra. Che cosa accomuna le vite di tante donne maltrattate dai loro compagni, spesso con esito fatale? Sicuramente la mancanza di autostima, credere di non valere niente e di meritare il trattamento che si riceve, pensare di non farcela da sole. Purtroppo, i compagni violenti tornano spesso in seno alla famiglia, dopo essere stati fermati a seguito di denunce, così la donna smette di farle e subisce più di prima. I figli, se ci sono, vivono in un clima di terrore anch’essi, e la loro vita successiva porterà il segno delle violenze viste e a volte subite. La legislazione è carente e pochi sono i centri di accoglienza, di cui queste donne hanno assoluto bisogno, per interrompere la spirale in cui sono precipitate. Spesso, infatti, esiste anche una dipendenza economica, un motivo forte per non cambiare.

Vorrei segnalare in questa sede, anche se non è argomento del libro, che ci sono anche uomini che subiscono maltrattamenti da parte delle mogli, fenomeno poco conosciuto perché gli uomini che li subiscono hanno grande vergogna a parlarne, come non parlano di eventuali violenze carnali subite. Non va dimenticato che i maltrattamenti possono essere anche morali e minare ancor di più un’autostima già ammaccata.

Descrizione

Anna è una giovane ragazza che dovrebbe vivere una vita serena e spensierata come tutti i suoi coetanei, ma questi sono privilegi che a lei, fin da bambina, non sono mai stati concessi. Stella, sua madre, è legata a un uomo violento e geloso da cui non riesce a separarsi e per Anna maltrattamenti e soprusi fanno parte della quotidianità. Finché un giorno tutto nella sua vita cambia. Un libro che narra una storia forte, una storia realmente accaduta, e che ha ottenuto la “Menzione d’Onore” al concorso internazionale di letteratura “Il Canto di Dafne”.

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B07ZMC6ZPX/ref=tmm_kin_title_0?ie=UTF8&qid=&sr=

10 commenti

  1. Che cosa accomuna le vite di tante donne maltrattate dai loro compagni, spesso con esito fatale?
    Il fatto di continuare a stare lì a prenderle: quelle che se ne vanno al primo schiaffo o, meglio ancora, al primo “Sta’ zitta cretina” sono tutte qui a raccontarlo. Quelle invece che continuano a stare lì a prenderle, se per caso vengono liberate dalla morte prematura del compagno violento, quasi sempre ne scelgono poi uno altrettanto violento. Per me vale sempre la regola che “Il primo schiaffo è colpa sua, il secondo è colpa tua”. Se poi nell’inferno ci fanno vivere anche i figli, sono criminali quanto lui. Il libro lo leggerò, dato che ha al centro la vittima vera, e non la complice del criminale. Quelli delle donne che frignano di essere state vittime del marito/fidanzato/compagno/amante per dieci anni, mi rifiuto proprio, mi danno il voltastomaco.

    Piace a 1 persona

    • Tu sei una donna forte e ragioni da tale, ma quelle senza autostima agiscono diversamente. Non sono capaci di ribellarsi perché pensano di non valere niente. La storia è di diverse decine di anni fa, quando noi eravamo bambine o adolescenti al massimo e ricordo quell’epoca, anche se ancora troppo giovane per comprendere del tutto. L’autrice fa del volontariato perché le cose cambino, cercando di educare le nuove generazioni a una maggior consapevolezza.

      "Mi piace"

  2. Sono contrario alla violenza sulle donne ma in generale alla violenza su qualsiasi essere vivente.
    Però c’è qualcosa che non capisco: l’autostima. Cosa vuol dire? Come si conquista?
    Chi ha carattere debole, sia donna sia uomo, subisce. Chi ha carattere forte, sia donna sia uomo, si impone con le buone o le cattive.
    Fatico a capire, ma forse sono troppo vecchio, perché un carattere debole non sappia riconoscere fin da subito, non dopo, che la persona che ha scelto non fa per lei/lui. Eppure leggo di donne che dichiarano di essere perdutamente innamorate del compagno/marito manesco. E questo non lo capisco.
    Però mi sto accorgendo che ho parlato di altro invece del libro.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.