Le parole del corpo – Appunti di consapevolezza al femminile di Barbara Boschi

Ho letto quest’altro interessante libro di Barbara Boschi, un testo che non va solo letto, ma “praticato”. Un nuovo percorso di consapevolezza che mira a riarmonizzare la mente con il corpo, attraverso un viaggio simbolico nelle “stanze” della nostra esistenza e, come sempre, è nel movimento che avviene il cambiamento. È il corpo che ci guida verso la felicità: ascoltiamolo. Facile da leggere ma non “facile”, corredato da parole chiave e post-it in ogni capitolo per una miglior fruizione.

Descrizione

Una camminata virtuale attraverso otto luoghi simbolici del mondo interiore alla scoperta dei paesaggi dell’anima.
Cambiamento e consapevolezza corporea al femminile sono gli argomenti alla base di questo libro.
Imparare a prendere in considerazione l’idea di utilizzare la saggezza del corpo per scoprire la direzione che guida la tua vita è l’obiettivo primario di questo percorso: “Nelle parole mi perdo, nel corpo mi ritrovo”.

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16 commenti

    • L’autrice ha scelto di rivolgersi solo alle donne anche nella sua attività professionale per via del fatto che parlando di esperienze pratiche non si rivolge agli uomini non perché gli uomini non possano avere questo approccio. L’ha fatto ma ha visto che non era un approccio fattibile per lei. Lo spiega nel suo blog che ha qui su WordPress.

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      • Ma non ha senso. Se parliamo di gravidanza, di allattamento, di tumori femminili, di stupro, ok, chiaro che parliamo solo di donne, ma trattare solo al femminile un tema che può riguardare tutti che senso ha? Che senso ha parlare di donne senza un riscontro dall’altra parte, senza sapere se funziona allo stesso modo, se ci sono differenze, da che cosa possano dipendere le eventuali differenze… È del tutto privo di senso. E se l’approccio con gli uomini è risultato non fattibile, questo evidentemente dipende da un suo limite, e allora a che titolo si mette a parlare di un tema che, proprio a causa della sua limitatezza, della sua incapacità, conosce solo a metà? Come può garantire di essere obiettiva, di essere lucida, di vedere la cosa in tutte le sue sfaccettature, se non è capace di affrontare il tema nella sua interezza?

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      • Il fatto è che quello che ho letto qui non mi ispira minimamente a leggere né il suo blog, né nessun’altra cosa. Sono quelle cose che mi ispirano proprio un rifiuto totale, l’assoluta negazione delle cose in cui credo o che mi possono almeno interessare.

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