Diritti e doveri

Dal web

Se vivessimo soli su un’isola deserta, forse non ci porremmo il problema di rivendicare diritti o di far fronte a dei doveri verso alcuno, salvo noi stessi, se ne abbiamo voglia. Dal momento che siamo animali sociali e tendiamo a vivere in gruppi quanto meno, sorge la necessità di porre limiti al comportamento di ciascuno, cioè limitarne la libertà, e di richiedere a ogni individuo del gruppo di avere comportamenti adeguati, fino a imporre dei doveri, degli obblighi. Un’organizzazione più strutturata è lo Stato che, per la coesistenza pacifica di tutti e per il bene comune, si avvale delle leggi che vanno assolutamente rispettate e per fare questo è detentore del potere coercitivo. Per il bene di tutti si limita la libertà di ognuno, che si pone responsabilmente nei confronti dell’altro.
Insomma, l’ho presa alla larga per parlare dell’ultimo argomento del giorno: l’obbligo vaccinale.

Capisco che un adulto possa essere recalcitrante quando si sente porre dei limiti alla sua libertà, ma in merito all’argomento non è la prima volta che accade, in campo sanitario. Ricordo bene quando da bambina gli operatori sanitari venivano a scuola a vaccinarci contro la poliomielite, o il segno sul braccio che abbiamo noi di una certa età per il vaccino contro il vaiolo, flagello ormai scomparso dalla faccia della terra, grazie proprio alle vaccinazioni.

Se guardiamo in altri campi del nostro vivere in comune, non abbiamo forse l’obbligo di pagare le tasse? O di rispettare accordi contrattuali? E tornando indietro, all’unità d’Italia, non fu stabilito l’obbligo scolastico? L’immagine a corredo di questo post rappresenta Pinocchio arrestato perché non andava a scuola. Ancora oggi sono previste sanzioni penali… per i genitori, non per il bambino. E la leva militare? Qualcuno la ricorda ancora.
Insomma, se andiamo a cercare, ci accorgiamo che il vivere nella società è un equilibrio continuo di diritti e doveri, un armonizzare libertà e responsabilità.

68 commenti

  1. Mi spiace, ma non sono d’accordo. C’è obbligo e obbligo: un conto è pagare le tasse, mettere la mascherina o evitare il cenone di Natale con amici e parenti, un conto è farmi iniettare qualcosa che può avere effetti collaterali a lunga scadenza, non ancora verificati, per il poco tempo di sperimentazione. Quando facevano la vaccinazione antivaiolo o anti polio, si trattava di vaccinazioni con anni di sperimentazione alle spalle: l’antivaiolo fu resa obbligatoria alla fine dell’ Ottocento, quasi un secolo dopo la sua scoperta. Qui ci stanno chiedendo di fare da cavie, e mi sembra un po’ troppo. E il fatto che molti operatori sanitari, medici laureati, assolutamente favorevoli ad altri vaccini, si rifiutino di fare questo, la dice lunga.

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    • Il discorso era sull’obbligo in generale. Se questo vaccino sia dannoso non lo so. L’AIFA ha pubblicato il bugiardino ed è in rete se vuoi leggerlo. Il breve tempo che ci hanno messo, spiegano, è grazie alle enormi risorse disponibili e al grande numero di volontari che si sono offerti. Quando abbiamo fatto l’antivaiolosa era da tempo, ma certo chi ha accettato all’inizio, non aveva prove sul lungo termine. Il vaccino Sabin per la poliomielite che ho ricevuto negli anni 60 era abbastanza nuovo. Chi scoprì i primi vaccini, spesso se li iniettava per primo. Comunque, ognuno valuti da sé, io ho fatto una mia riflessione. Anche a me dispiace quando la mia libertà viene limitata e dobbiamo vigilare che non accada più del dovuto e per questo ccorre anche informarsi bene.

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      • Certamente, la tua riflessione era giusta, in linea generale. Ho solo voluto spiegare come si sente l’uomo comune… Io non sono medico, non ho mezzi per giudicare e valutare, andrò a leggere il bugiardino, cercando di informarmi meglio.

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      • Capisco benissimo come si sentono tutti e pensa che c’è chi non ha le capacità intellettuali per raggiungere le informazioni giuste. Qui si innestano i cattivi maestri dell’informazione che stanno davvero facendo un gran casino. Seguo i talk show sull’argomento dall’inizio e leggo di tutto. Davvero la verità se c’è è un ago in un pagliaio. Io, per necessità mie, ho in casa libri di medicina. Quando dissero che questo era un coronavirus, io ricordai che ai coronavirus si ascrivevano delle reazioni autoimmuni. Come poi si è verificato, la malattia diventa pericolosa se il sistema immunitario esce fuori controllo. Questo per dirti che siamo obbligati a studiare di tutto per venirne a capo.

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  2. Se la limitazione della mia libertà va incontro ad un bene comune, vuol dire che è anche a mio favore. a mio beneficio. Quindi è una limitazione fino ad un certo punto.

    Riguardo ai vaccini: a mio avviso meglio vaccinarsi, che non farlo. Io pongo molte speranze sulla vaccinazione, anche se dentro di me ho il timore (o sensazione?) che possa servire a poco.

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    • Di sicuro c’è solo la morte, direbbe qualcuno. C’è da valutare rischi e benefici. Ci sono state malattie talmente brutte per le quali non ci si è pensato due volte. La gravità della situazione nasce anche da un sistema sanitario che ha perso pezzi per strada da una ventina d’anni.

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    • Quando sali in macchina sei sicuro di arrivare vivo a destinazione? Quando entri in banca sei sicuro che mentre se lì non capiti una rapina e che una pallottola vagante non ti lasci secco? Quando il tuo medico ti prescrive un nuovo farmaco sei sicuro di non essere allergico (c’è gente che è morta per un’aspirina – a proposito di chi dice “il vaccino non è un’aspirina”)? Quando cammini per strada sei sicuro che non si rompa una fioriera e ti cada un vaso di gerani sulla testa? La risposta ovviamente è no a tutte le domande, e ciononostante tu vai in macchina, vai in banca, prendi i farmaci che il tuo medico ti prescrive (ovviamente leggi il bugiardino, ma nessun bugiardino al mondo è in grado di di dirti se sei allergico o no) e cammini per la strada. Come dice giustamente Elena, di sicuro c’è solo la morte (e le tasse, aggiunge qualcun altro).

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  3. concordo
    soprattutto perke poi i ragazzini che non vanno a scuola perke a rischio contagio te li ritrovi giù al bar 10 per tavolto e quindi anche no eh
    l’obbligo del vaccino ci deve essere perke non siamo capaci di non fare lunghe file o floccularci in spazi stretti

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  4. Oltre al gran numero di volontari, c’è un’altra cosa: per verificare l’efficacia e la sicurezza di un vaccino, oltre al numero dei volontari, serve anche una sufficiente quantità di esposizioni al contagio; finora non era mai accaduto di sperimentare un vaccino nel bel mezzo di un’epidemia, e le esposizioni al contagio bisognava aspettare che “capitassero”. Oggi il contagio lo hai tutto intorno a te, lo incontri a ogni passo che fai, e in un solo giorno hai più esposizione che le passate sperimentazioni in un anno. Conclusione: la sperimentazione non è stata frettolosa, ma semplicemente enormemente concentrata, raccogliendo in un paio di mesi i dati per i quali nelle altre occasioni erano necessari dieci anni. Tutto qui.

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  5. Credo che il problema grosso stia proprio nella fiducia del popolo che, nel corso dei decenni, i governi hanno perso.
    Nel secolo scorso, la gente era convinta che ogni operazione sanitaria fosse fatta esclusivamente per la salute pubblica. Oggi, tra corruzione e interessi economici planetari, è difficile dare fiducia incondizionata.

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  6. Vedo che da molte parti si parla di “sfiducia nei confronti dei governanti”. Premessa doverosa: per quanto mi riguarda, “sfiducia” è un puro eufemismo, come ho già più di una volta detto altrove, io sono prontissima alla lotta armata, basta solo che qualcuno la organizzi e io lo raggiungo. Detto questo, PRIMO: chi mette a punto i vaccini non è il governo; SECONDO: noto, non solo in questa occasione, che le persone più diffidenti nei confronti della scienza sono quasi sempre le stesse che credono ciecamente a omeopati, pranoterapeuti, iridologi, pendolinologi, cristalloterapia, riflessologia e ogni altra sorta di puttanata “alternativa” e a ogni sorta di sito complottaro. Qualcuno ha detto che chi smette di credere in Dio non è che poi non crede più a niente: poi è pronto a credere a tutto. Verità sacrosanta, e vale anche per la scienza.

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  7. probabilmente quando viene toccato l’aspetto sanitario molti si sentono un po’ costretti a fare una determinata cosa contro la propria volontà. Ad ogni modo penso che il vaccino se non avrà effetti collaterali potrà tranquillamente diventare anche obbligatorio, tanto l’importanza ormai è scontata e sotto gli occhi di tutti. Sperando che una volta fatto poi duri nel tempo, e anche alle varianti che stanno nascendo in questo periodo… 🙂

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      • Dato che il vaccino Pfizer NON contiene il virus, le mutazioni (dall’inizio dell’epidemia ce ne sono state molte migliaia: mutare in continuazione è una caratteristica specifica dei virus) non hanno nessun effetto sul vaccino. Il normale vaccino antinfluenzale stagionale ha un’efficacia ridotta perché si basa sul virus, che ovviamente è quello dell’anno prima, e naturalmente bisogna cambiarlo ogni anno, ma con questo è diverso. L’unica incognita al momento è la durata dell’immunizzazione, e quello, come dice il nostro Lucio, lo scopriremo solo vivendo.

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  8. Ho sempre sostenuto e lo sostenerò sempre che mia libertà finisce dove comincia quella degli altri e per un mutuo scambio anche la loro finisce dove comincia la mia.
    Giusta la riflessione su dovere e diritti. In tempo di pandemia ho accettato tutte le restrizioni perché non è corretto infettaqre un altro come non è corretto che altri infettino me.
    Nella fattispecie del vaccino, obbligatorio o fortemente raccomandato diciamo tra i due termini c’è una bella differenza, il bugiardino dell’AIFA l’ho letto come leggo con cura le varie medicine, che ahimé devo assumere.
    Ho dedotto una cosa. Se sei sano o non hai particolari patologie il vaccino sembra sicuro, anche perché la sperimentazione è avvenuta su persone giovani e senza patologie.
    Qualche riserva esiste per il resto delle persone.Se AIFA raccomanda particolare prudenza per certi soggetti come gli allergici, chi sta facendo terapie anticoagulanti, vuol dire che qualche dubbio esiste. E forse anche concreto. Io che da ottobre 2019 assumo un farmaco anticoagulante, conosco perfettamente i rischi che corro e cosa vuol dire. Mi basta un prelievo di sangue per avere un versamento sottocutaneo di sangue che dura dai 10 ai 15 giorni. A volte ho versamenti di sangue spontanei nelle braccia, nelle mani e nelle gambe senza particolari sollecitazioni.
    Quindi sul vaccino ci devo pensare seriamente.

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  9. Benissimo detto, grazie. Ho letto anche i commenti. Io mi vaccinerò, per dovere verso me stessa e verso gli altri: da questo problema dobbiamo uscire a ogni costo, se vogliamo evitare un disastro economico nemmeno immaginabile. Ora semmai il problema è l’organizzazione delle vaccinazioni (e non è poco). A chi teme gli effetti del vaccino, rispondo: non temi gli effetti del covid? Non li conosciamo bene ancora, non se ne parla, ma ci sono

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