Puzzone e il sottomura di Gian Paolo Marcolongo

Conosco tutti e tre i gialli in cui compaiono come protagonisti Walter Bruno e il suo cane meticcio Puzzone. Uno di questi l’ho scritto insieme con l’autore ed è Un caso per tre, in cui compare anche Debora Nardi.

Oggi vi parlo invece dell’ultimo giallo di Gian Paolo Marcolongo: Puzzone e il sottomura.

Anche in questa storia tutto inizia grazie al proverbiale fiuto di Puzzone che scopre un cadavere di donna in una zona di Ferrara sottomura, molto frequentata. Poiché Walter sa che Puzzone è attratto da odori che ha memorizzato nei primi sei mesi della sua vita, inizia a ipotizzare un nesso con quel periodo. Il cane ha un gran fiuto e coraggio da vendere, ma il suo padrone ha una mente lucida e analitica e porterà gli investigatori a sgominare una banda i cui loschi traffici s’intersecano con ciò che accade in un nightclub fuori mano.

Il tutto è scritto col solito stile asciutto e senza fronzoli di Gian Paolo che ben si addice a descrivere il carattere e le gesta di Walter e Puzzone.

Descrizione

Puzzone, un meticcio frutto dell’incontro tra un segugio e un ratonero, cambia città perché Walter si è trasferito a Ferrara. Qui deve ricominciare da capo perché al piccolo terrazzo ha a disposizione un bel prato. Cambiano anche le passeggiate serali. Non più lungo un argine ma in un ampio sottomura assai frequentato.
Proprio qui il suo fiuto proverbiale gli fa scoprire il corpo di una donna e inizia così una nuova avventura.
Walter si trova incastrato in questa nuova vicenda che appare fin dall’inizio complicata dal comportamento di Puzzone e dai dubbi del commissario Ricardo e del procuratore Lopapa.
Walter seguendo l’intuito e sfruttando le doti di Puzzone lentamente sbroglia la matassa della morte di questa donna. Lui non deve proteggere solo se stesso ma anche la sua compagna Sofia che l’ha tradito col proprio datore di lavoro.
Tra colpi di scena il puzzle viene ricomposto e appare un’immagine totalmente diversa da quella supposta inizialmente.
Walter e Puzzone cedono la scena al poliziotto e al magistrato lasciando a loro i meriti della soluzione del caso.
Ricardo e Lopapa erano già apparsi nel primo romanzo ambientato a Ferrara. Il mazzo di rose Come in quello senza l’aiuto di Walter e Puzzone non sarebbero venuti a capo del rebus di una morte misteriosa e di una storia non prevista.

15 commenti

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