La giornata del cane

Oggi, leggo un po’ dappertutto, è la giornata del cane e allora bisogna celebrare uno dei più antichi animali domestici. Di utilità all’inizio, ma sempre più di compagnia ora.

Hanno vissuto con me tre cani e spesso ripenso a loro e a quanto sono stati diversi.

Il primo, Rochy, un meticcio che faceva pensare a un border collie, era un animo libero. Simpatico e giocherellone, amava fuggire ogni volta che poteva. Io l’avrei lasciato fare, ma qui ci sono case e girano macchine e non volevo che si facesse male o ne facesse a qualcuno. Era anche un cane ansioso e ubbidiva poco. Leggendo i libri di addestramento, le ho provate tutte e alla fine ho pensato che ero un fallimento come proprietaria di cani. È vissuto 15 e 3 mesi, passati a chiudere i varchi che apriva nella recinzione.

Rocky col mio primo gatto Grigione

La veterinaria mi consigliò una compagnia femminile in modo che Rocky smettesse di fuggire. Il risultato fu che la nuova cagnetta Stella, incrocio tra un pastore tedesco e un husky, gli correva dietro e scappavano in due.

Stella, però, era una cagnolina assennata e ubbidiva spontaneamente. Mi capiva al volo e faceva sì che tutti gli altri, cani e gatti, mi ubbidissero. Era molto ferina, ma nello stesso tempo amante degli umani. Una mia amica mi disse che sembrava una persona. Ti camminava a fianco senza costrizione. Non ha mai portato guinzagli perché non servivano e, poi, riusciva a sfilarsi i collari in un attimo.

Quando Rocky morì cadde in depressione. Mangiava poco e non si muoveva.

Unica foto che ho di Stella.

Una mattina fui avvisata che c’era un cagnolino ferito davanti al cancello. Sulle prime non volevo uscire, ma pioveva e andai a guardare. Un batuffolo quasi tutto bianco mi guardò piagnucolando. Lo presi e lo portai dentro. Stella si vivacizzò subito.

Andai a prendere del latte e quando uscii, Stella lo stava pulendo con la lingua e gli leccava le ferite. Alle proteste del cucciolo lei reagiva con fermezza, proprio come una mamma.

Si scoprì che era un cane da pastore dei Pirenei, una taglia grande e infatti superò i 50 chili.

Se Stella era ubbidiente e fedele, Aristotele, così lo chiamai, lo era di più. Se subodorava una minaccia, mi proteggeva con tutto il corpo. Purtroppo mi ruppe anche una gamba, buttandocisi contro a gran velocità.

Alla morte di Stella, a 13 anni, anche Aristotele cadde in depressione. In questo caso fu un gatto a salvarlo, ma la storia dei gatti la racconterò un’altra volta. Aristotele morì a 8 anni e non ho preso più cani.

Si capisce che Aristotele è un cane da montagna
Aristotele col gatto Mimì

14 commenti

  1. Io di cani ne ho avute due, due femmine. L prima una barboncina di taglia piccola che odiava i gatti. Ha staccato la coda a un gatto per penzolava attraverso la rete di recinzione. Non esitava a lanciarsi sotto le auto ferme se un gatto si rifugiava lì.Ricordo ancora quando morì e il grande dispiacere passato. Poi è arrivata la seconda, una femmina di barbone di taglia robusta che aveva il terrore di passare su delle assi col vuoto sotto. Ricordo che in montagna quando c’era da passare sui ponti di legno facevo il pastore con l’agnello. Me la caricavo sulle spalle. Poi basta. Ho il cuore tenero.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.