Il bianco

2017-11-18_12-40-28

Il Bianco non è una mera assenza di colore, è una cosa brillante e affermativa, è feroce come il rosso, è definitivo come il nero. Dio dipinge in molti colori; ma Egli non dipinge mai così magnificamente, mi verrebbe da dire quasi grandiosamente, come quando dipinge di bianco.
(G.K. Chesterton)

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Che ti dice la coscienza? (5)

Caino ed Abele

Ultima chiacchierata sulla coscienza morale. Nel precedente articolo la riflessione si è spostata sulla persona umana, unitotalità di corpo e anima, capace di pensiero consapevole, di operare scelte libere orientate dai valori che la capacità di astrazione e concettualizzazione permette di formulare. Ma, si potrebbe obiettare, i valori cambiano con il tempo, nascono dagli accordi tra gli individui. Esistono principi morali validi sempre? Abbiamo accennato che la persona ha dei diritti fondamentali come il diritto alla vita, alla libertà ecc. Dove si originano?

Gli uomini, per la loro appartenenza al mondo biologico, seguono le stesse regole di tutti gli esseri viventi, anche per loro vige la legge naturale. La Natura regola il nascere, vivere, riprodursi e morire di tutti gli esseri viventi i quali hanno come imperativo fondamentale la sopravvivenza di sé e della propria specie, secondo le regole proprie. Anche gli esseri umani non si sottraggono a questa legge per cui la legge della sopravvivenza è un principio che si può definire “innato”. Ma gli esseri umani, con la loro componente spirituale da cui deriva l’intelligenza riflessiva, filtrano tutto attraverso un processo simbolico/culturale. Insieme ai principi di derivazione “biologica”, sono propri della persona la ricerca di Dio, cioè l’apertura alla trascendenza e all’infinito, della felicità, della verità, del bene e del bello. L’intelligenza conosce il bene, la volontà lo persegue liberamente. Alcuni esempi di come gli esseri umani hanno filtrato i bisogni naturali attraverso la cultura possono essere l’arte culinaria e l’istituzione del matrimonio, cioè il bisogno di sopravvivere e riprodursi, caricati di significati simbolici.

La libertà, che deriva dall’autocoscienza, fa sì che per l’uomo valga la legge morale naturale. Le scelte morali sono scelte libere. Alla valutazione degli atti morali presiede la coscienza, norma prossima all’azione. La coscienza morale è un giudizio della ragione mediante il quale la persona umana riconosce la qualità morale di un atto concreto che sta per porre, sta compiendo o ha compiuto. In tutto quello che dice e fa, l’uomo ha il dovere di seguire fedelmente ciò che sa essere giusto e retto. Quindi, anche se l’uomo è libero di scegliere cosa fare, sente il dovere morale di orientarsi al bene, perché il primo principio morale è: evita il male, fa il bene. Quindi si passa dall’essere al dover essere. Siamo poi così liberi di fare ciò che ci pare ed essere anche ciò che non siamo o c’è una verità ontologica che ci vincola? Qui si apre un nuovo scenario per la nostra riflessione, ma credo che la mia chiacchierata sulla coscienza si possa concludere qui. È chiaro che si è trattato di un parlare fra amici. Il dibattito è aperto fra posizioni filosofiche contrastanti che giungono a conclusioni contrapposte. Quella che vi ho esposto è quella per me più convincente, dato che aderisco (e pratico) al Personalismo ontologicamente fondato.

Solo un ultimo esempio per concludere.


La coscienza è il nostro navigatore satellitare, ci serve per orientarci nel nostro cammino, ma deve avere le carte sempre aggiornate, altrimenti il rischio è di sbagliare la meta del viaggio o, peggio ancora, di romperci la testa contro un muro.

P.S.: Forse farò un’appendice sui “personalismi” cioè sul quesito “Chi è persona? Quando si è persona?”, perché non c’è niente di scontato.

 

 

Parlare del tempo

CREANDOUTOPIE

Il tempo atmosferico è uno degli argomenti con cui spesso si avvia una conversazione in modo casuale. Per gli inglesi è quasi scortesia non fare osservazioni sul tempo ed hanno un certo numero di espressioni e frasi idiomatiche per esprimere una valutazione di natura meteorologica; chi non conosce la frase “It rains cats and dogs” (Piovono cani e gatti)? Viene da ridere, ma noi diciamo “Piove a catinelle” e non ho mai capito cosa sono le catinelle. Mentre scrivo ho buttato un occhio a Google: la catinella è un piccolo catino, vi ricordate quelli di metallo smaltato della nonna dove ora mettiamo le piantine grasse? Bene, non divaghiamo. Gli inglesi hanno sempre amabilmente conversato sul tempo, ma, per noi, quando è diventato oggetto di attenzione continua? I contadini più che parlarne dovevano conoscere delle regole empiriche ed avevano dei proverbi per una buona conduzione dell’attività agricola. Uno di questi è…

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