Basta la salute

“Basta ‘a salute e un par de scarpe nove e poi gira’ tutto ‘er monno.” Una frase della canzone resa famosa da Nino Manfredi, Tanto pe’ canta’, che mi viene spesso in mente se penso alla salute, che spesso non è ottimale, spesso se ne va con gravi conseguenze personali e familiari.

Ci viene detto che non dobbiamo cercare informazioni su internet, che la medicina si studia nelle università… In parte è vero, ma io penso che come dobbiamo viaggiare informati, così dobbiamo essere, per quanto possibile, malati informati.

Di aneddoti sull’argomento ne avrei da farne quasi un libro, ma un fatto mi torna spesso in mente per la sua cruda e ineluttabile drammaticità; risale a quando svolgevo servizio di volontariato per le donne incinte e con bambini fino a due anni.

Una delle nostre assistite, una straniera che avevamo seguito nelle sue tre gravidanze e con l’ultimo bimbo di sei mesi, venne da noi, una mattina, piangendo disperata. Al suo ultimo bambino avevano diagnosticato una leucemia e doveva iniziare le chemio. Da giorni con la febbre, aveva fatto le analisi del sangue e ricevuto la diagnosi infausta.

Questa mamma ci mostrò le analisi. Io guardo sempre con attenzione le analisi – anche senza essere medico e per questo motivo non mi permetto di interferire con gli esperti – per il semplice fatto che, per tutta una serie di gravi motivi personali, ne ho fatte a iosa e faccio domande, molte, per capire cosa indicano.

Quelle analisi mostravano evidenti problemi nell’emocromo, non serve il medico per capirlo visto che ci sono sempre i parametri di riferimento, ma io notai che somigliavano molto ai risultati del mio cane quando era stato infettato dalla puntura di una zecca. Chiesi perciò alla donna se a casa sua c’erano problemi di zanzare o zecche o altri insetti volanti e se il bambino mostrasse segni di punture. Non era una domanda priva di senso, perché dalle nostre parti sono comuni le infezioni da zecca, per la presenza di greggi, e da una decina d’anni i cani muoiono per la leishmaniosi, trasmessa dal pappatacio, e qualche volta ne rimangono infettate le persone: un mio amico è morto per questa infezione.

La mamma disse che no, non c’erano punture sul bambino e non avevano insetti in casa. Il piccolo iniziò le chemio, ma dopo sei mesi non si vedevano risultati, anzi, peggiorava e la mamma veniva a piangere da noi. Finché a qualcuno venne in mente che potesse trattarsi di infezione conseguente a puntura d’insetto. Fecero l’esame di routine e risultò positivo per la leishmania. Ora, ditemi voi! Se questo bambino non fosse stato il torello che era, come sarebbe sopravvissuto a quella infezione con il sistema immunitario depresso dalla chemio? Tralascio le scuse che accamparono con la madre.

Morale della favola: viaggiate informati.

P.S. Quando ricordai alla mamma le domande che le avevo fatto sulle punture, non ricordava assolutamente niente! Forse non le avevano spiegato come si contrae la malattia, ma questo accade anche quando non si è assolutamente attrezzati concettualmente a ritenere informazioni.

La conoscenza ci rende liberi.

21 commenti

  1. Ma anche i medici dovrebbero viaggiare informati invece di viaggiare sempre, o quasi, a compartimenti stagni. Sapendo la zona di provenienza del bambino non avrebbero dovuto prendere in considerazione anche altre possibilità?

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    • Non è una scienza esatta, ma ci sono sintomi che possono riferirsi a una serie di patologie, bisogna procedere per esclusione e partendo da ipotesi più semplici. Anche per i medici ci sono schemi procedurali, tipo flowchart. Se sono una donna e ho l’anemia, non pensi subito a individuare emorragie strane, basta chiedere per prima cosa se ha mestruazioni abbondanti. I trigliceridi molto alti potrebbero anche indicare cose gravi, ma prevalentemente si tratta di eccesso alimentare ecc. Non si va dritti con la diagnosi peggiore, ma si fanno esami in modo da escludere man mano. Tolta la malafede, ci sono superficialità e ignoranza. Mi dispiace dirlo ma sulla mia pelle di errori seri ne sono stati fatti.

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  2. La medicina non è una scienza esatta ma l’esperienza dei medici dovrebbe comunque coprire la disinformazione su certe malattie. Invece si acquistano libri di medicina, si fanno ricerche in rete ma non si ottengono risposte chiare solo sfumature.

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