Le colpe dei padri. Una nuova avventura di Debora Nardi. (9)

Episodio precedente: https://nonsolocampagna.wordpress.com/2018/04/11/le-colpe-dei-padri-una-nuova-avventura-di-debora-nardi-8/

“Sergio! Ascolta! Dovresti far controllare questo cordone …” Debora entrò affannata nell’ufficio del maresciallo. “Potrebbe essere lo stesso con cui è stato impiccato Sandrino.” “Buongiorno, Debbi. Dove l’hai preso?” “L’ho comprato da Gina.” “Normale. Gina vende questi prodotti.” “No. Ascoltami un attimo. Io penso che sia stata Gina ad uccidere il ragazzo …” “Non credo che l’abbia ucciso per il semplice fatto che fosse il fidanzatino della figlia. Non ci risulta che ci fossero problemi tra i due ragazzi.” “A parte che ultimamente Laura non voleva più neanche vederlo … ” “Tu come lo sai?” “Ho le mie fonti, ma non è questo il punto. Fammi finire. Questa è la mia ipotesi: Gina era l’amante di Beppe che non lascia la moglie, anzi, alla fine lascia lei, dopo aver saputo che era incinta. Laura e Sandrino si mettono insieme e Gina cerca di dissuadere la ragazza, ma, non riuscendo a convincerla le rivela la drammatica verità. Laura non regge e si suicida.” “Ammettiamo che sia così ed è da dimostrare, perché avrebbe ucciso Sandrino?” Sergio ascoltava ora con attenzione Debora, che gli diede la sua versione dei fatti: “Per vendetta. Devi pagare anche tu. Per le nostre colpe, ho perso la mia unica figlia ed ora io ti tolgo il tuo, di figlio! Insomma, le colpe dei padri ricadono sui figli, come da biblica memoria.” “Questo ragionamento funziona se riusciamo a dimostrare che Gina e Beppe erano amanti e che Laura era figlia dei due. Giustifica il suicidio, ma, per dimostrare che Gina è un’assassina, non basta avere il cordone, che è solo una prova indiziaria.” “C’è anche l’orecchino …” “Non sappiamo di chi sia.” “Io penso che l’abbia regalato Beppe a Gina, in coppia, ovvio. Penso che tu possa fartelo dire dalla gioelliera che gliel’ha venduto. A me non l’ha detto per la privacy.” “Debora! Non devi andare in giro a fare le tue indagini personali. Lo dico per te! Non voglio che finisci in qualche guaio. Allora, chi è questa gioielliera, ché vado a parlarci. Poi, bisognerà interrogare Beppe e capire se realmente c’è stata la tresca …” “Adesso parli come uno sbirro! Gina lo amava!” “Adesso vai, fammi lavorare.” Debora uscì, dopo aver fatto il nome di Carla, la gioielliera ed incrociò la giornalista che si occupava della cronaca locale. “Signora Nardi, mi scusi … Come mai si trova qui al comando?” “Ma niente … sono passata da un amico …” e la nostra amica si affrettò verso l’uscita con la giornalista che le si mise alle calcagna. “Sa qualcosa sul delitto del bosco? So che ha rinvenuto lei il cadavere …” “Non so altro. Mi scusi, devo andare.” Finalmente aveva raggiunto l’auto e riuscì a liberarsi. Ci mancava la giornalista!

Tornata a casa, il pomeriggio e la serata si svolsero all’insegna della quotidianità. La cena fu veloce perché Andrea doveva mettersi di nuovo al lavoro. Debora ne approfittò per aggiornare il blog. Si era fatto tardi e la nostra investigatrice stava per andare a letto quando il marito quasi urlò: “Santa donna, non sai stare fuori dai guai? Leggi qua!” Debora, facendosi piccola, forse con la speranza di scomparire, si avvicinò per vedere quello che la sua dolce metà stava leggendo sul tablet. Era la pagina della cronaca locale con una sua bella foto in primo piano a corredo di un articolo che titolava: “Forse una svolta per il caso dell’impiccato nel bosco. Debora Nardi collabora con i carabinieri per risolvere il caso.” “Posso spiegarti …” esclamò una contrita Debbi.

(Continua)

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